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Il Debito nell'Economia Politica e nella Politica Economica - Blog ondebt

Debito: Pubblico & Privato

Implicazioni in Economia Politica e in Politica Economica

Debito: Pubblico & Privato

Il debito è il padre d'una numerosa figliolanza di follie e di delitti. [Benjamin Disraeli, Henrietta Temple, 1837]

L'andamento del debito privato ha sempre svolto un ruolo di primo piano nei sistemi economici di tutte le epoche e gli Stati nazionali sono sempre stati chiamati, con maggiore o minore incisività, a regolamentarne ambiti e contenuti. Nel tentativo di comprenderne le dinamiche, la neonata antropologia del debito si pone l'ancestrale domanda: è nato prima il debito o prima la moneta? Nel mentre, la dissennata deregolamentazione dei sistemi finanziari ha gettato nel caos i sistemi economici di molti paesi. È necessario regolare il debito, privato e pubblico, e bisogna farlo ora!

15
Dicembre
2015

Crediti bancari in sofferenza: una crepa nel sistema

Le 4 Banche locali (Marche, Etruria, ferrara e Chieti) e la ricaduta sul sistema pubblico

Crediti bancari in sofferenza: una crepa nel sistema

Ancora una volta torniamo sull'annoso tema della creazione del debito privato e delle sue inevitabile conseguenze socio-economiche e, quindi, sulla necessità che il sistema pubblico se ne occupi. Già nella Mesopotamia del 2.400 a.C. il re Entemena di Lagash ricorreva all'emanazione di editti per la cancellazione del debito entro i confini del regno. Il suo successore Uruinimgina dichiarò un'amnistia generale durante le celebrazioni del capodanno del 2.350 a.C. che prevedeva la cancellazione dei debiti non ancora pagati e anche di tutte le forme di servitù per debiti, con l'unica eccezione dei prestiti commerciali. Simili dichiarazioni si ritrovano continuamente nei documenti sumeri e in quelli successivi degli assiri e dei babilonesi. Il tema era sempre lo stesso: la restaurazione di giustizia ed equità per assicurare, come disse Hammurabi abolendo i debiti a Babilonia nel 1.761 a.C., "che i forti non possano opprimere i deboli" (cfr David Graeber, Debito – i primi 5.000 anni, Il Saggiatore, 2012, pag. 212). Nelle tradizioni ebraica e cristiana, con la ricorrenza del Giubileo si provvedeva anche all'annullamento dei debiti privati, il cui pagamento rischiava di diventare insostenibile per la popolazione, con conseguenti rischi d'instabilità sociale.
La modernità ha successivamente inventato modi più sofisticati di remissione dei debiti creati senza metodo e senza misura. Alla luce di questo sintetico inquadramento storico, esaminiamo il decreto legge licenziato il 22/11/2015 dal Governo Italiano.

Si tratta del primo salvataggio bancario con le nuove regole europee ma senza l'adozione del BAIL-IN (le disposizioni in questo campo in Italia entrano in vigore solo il primo gennaio prossimo). Spiegano il Governo e la Banca d'Italia: «La soluzione adottata assicura la continuità operativa delle banche e il loro risanamento, nell'interesse dei territori in cui esse sono insediate; tutela i risparmi di famiglie e imprese investiti nella forma di depositi, conti correnti e obbligazioni ordinarie, preserva tutti i rapporti di lavoro in essere; non utilizza denaro pubblico».

Written by: Danilo D'Amico

16
Ottobre
2015

Derivati scommessa e Mark to Market

senza la metodologia di calcolo del MtM il contratto è nullo

Derivati scommessa e Mark to Market

 

"I made the last payment on the house today. Today, dear. And there'll be nobody home. We're free and clear. We're free. We're free . . We're free . . ."

 

Quelle qui sopra sono le ultime parole del requiem finale di "Morte di un commesso viaggiatore" (Death of a Salesman), un dramma del 1949 di Arthur Miller.
Le pronuncia Linda, la moglie di Willy Loman (il commesso viaggiatore), china sulla tomba del marito suicida, il cui gesto estremo ha tra i suoi moventi anche quello di permettere alla famiglia di riscuotere il premio della propria assicurazione sulla vita.
Una vita scandita secondo i tempi del debito, come narra il testo, con le scadenze delle rate del mutuo della casa e del nuovo frigorifero, con i prestiti per coprire le difficoltà economiche quotidiane e per ipotizzare l'avvio d'improbabili attività future, in una girandola d'ostinato e irragionevole ottimismo.
E passando dal teatro al mondo degli affari, dobbiamo constatare che quella girandola non ha mai smesso di girare e, in molti casi, è degenerata in un folle e scellerato vortice.
In questi giri vorticosi sono stati creati nuovi e pericolosi strumenti finanziari di cui ci siamo già occupati (vedi qui) e dei quali vogliamo ora tornare ad occuparci alla luce di una recente pronuncia del Tribunale di Milano, la sentenza n. 7398 del 16/06/2015, il cui testo riportiamo (clicca qui per vederlo) perché utile lettura.
La sentenza riguarda il caso di un'impresa (o meglio di un gruppo di società) di costruzione, locazione e vendita d'immobili che stipulava quattro distinti contratti derivati per un nozionale di riferimento di complessivi € 6.000.000. (continua a leggere: clicca sul titolo).

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Come difendersi

28
Giugno
2015

Debito come dispositivo

Regolamentare il debito significa tenere lontana la barbarie.

Debito come dispositivo

Le cronache finanziarie degli ultimi giorni hanno riportato alla ribalta il caso greco, con il leader Tsipras che chiede al suo popolo, mediante referendum, se intende aderire o meno alle proposte dei "creditori". Questo termine suona quasi come una novità. Infatti, fino a non molto tempo fa la stampa finanziaria asseriva che gli stati dovevano essere benevisi ai "mercati finanziari", presso i quali piazzare i propri titoli di debito cercando di evitare speculazioni su tassi/rendimenti. Oggi la stessa stampa parla (forse più chiaramente) di "creditori", che siedono a tavoli di trattative e rivendicano espressioni di gradimento e spazi di manovra rispetto alle politiche interne dello stato debitore. I fatti svelano che anche per i cosiddetti "debiti sovrani" la fenomenologia del debito, così come la crisi da sovraindebitamento, ha le stesse caratteristiche dei debiti privati. In passato si è voluto credere che gli stati sovrani potevano accedere senza limiti al mercato del credito perchè la loro credibilità non poteva essere messa in discussione. Il presente dimostra che la credibilità di uno stato (e quindi il suo merito creditizio) è molto simile a quella di un debitore privato. Inoltre, una volta che il debitore (privato o pubblico) è caduto nella trappola del sovraindebitamento, i rapporti debitore - creditore tendono a uno sviluppo degenerativo che li porta verso assetti di dominance/submission.
Lo scopo di questo intervento è comprendere meglio tali meccanismi. Partiamo dal concetto foucaultiano di dispositivo.

Ciò che Michel Foucault cercava d'individuare con il termine "dispositivo" era "innanzitutto, un insieme assolutamente eterogeneo che implica discorsi, istituzioni, strutture architettoniche, decisioni regolative, leggi, misure amministrative, enunciati scientifici, proposizioni filosofiche, morali e filantropiche, in breve: tanto del detto che del non-detto, ecco gli elementi del dispositivo. Il dispositivo è la rete che si stabilisce fra questi elementi... ...col termine dispositivo, intendo una specie – per cosí dire – di formazione che in un certo momento storico ha avuto come funzione essenziale di rispondere a un'urgenza. Il dispositivo ha dunque una funzione eminentemente strategica... Ho detto che il dispositivo è di natura essenzialmente strategica, il che implica che si tratti di una certa manipolazione di rapporti di forza, di un intervento razionale e concertato nei rapporti di forza, sia per orientarli in una certa direzione, sia per bloccarli o per fissarli e utilizzarli. Il dispositivo è sempre iscritto in un gioco di potere e, insieme, sempre legato a dei limiti del sapere, che derivano da esso e, nella stessa misura, lo condizionano. Il dispositivo è appunto questo: un insieme di strategie di rapporti di forza che condizionano certi tipi di sapere e ne sono condizionati". (Dits et écrits, vol. III, pp. 299-300).

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito

20
Febbraio
2015

Banche: maggiori controlli

arrivano il whistleblowing e il cease and desist order

Banche: maggiori controlli

Nella riunione del 10/02/2015 il Consiglio dei Ministri del Governo Italiano ha approvato il testo di un decreto legislativo (da sottoporre al vaglio delle Commissioni parlamentari) per il recepimento della direttiva europea su l'accesso all'attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento. Il testo contiene le modifiche al Testo Unico Bancario e al Testo Unico della Finanza volte a recepire, a livello legislativo, la direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (c.d. "CRD4"), in attuazione della delega contenuta negli artt. 1 e 3 della legge 154/2010 (Legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre). Ad onor del vero la CRD4 doveva essere recepita entro il 31 dicembre 2013, ma l'approvazione della delega legislativa da parte del Parlamento solo con la legge 7 ottobre 2014, n. 154, che reca i principi e criteri specifici di delega, non ha reso possibile rispettare il predetto termine. Per questo è pendente una procedura d'infrazione.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Normativa

09
Febbraio
2015

Unione Europea e visione tedesca

Per una comprensione della politica economica della Germania

Unione Europea e visione tedesca

Le difficoltà della grave recessione economica in atto pongono continui ripensamenti delle politiche adottate, da un lato, dall'Unione Europea e, dall'altro, dai singoli paesi membri. Le critiche più aspre sono rivolte al primato che il pensiero economico tedesco ha assunto in ambito comunitario. Il presente lavoro vuole approfondire le ragioni di questo primato e valutarne l'essenza. Per questa ragione, non si può prescindere dalla genesi e dall'inquadramento storico del pensiero economico che contraddistingue l'establishment germanico. Dunque, senza pretese di esaustività, partiamo dalla crisi del liberalismo di fine XIX secolo, dalla scuola di Friburgo (nata negli anni trenta), e in particolare dal convegno Walter Lippman (Parigi 26-39 agosto 1938). In quel periodo, sotto i timori dell'ascesa di governi totalitaristi di diversa matrice, si consolidava la disillusione rispetto alle precedenti visioni naturalistiche del sistema economico (liberismo classico) e del laissez-faire. Nasceva così l'ordoliberalismo, concezione tedesca del neoliberalismo (l'ordolibéralisme allemand), che prendeva il nome dalla rivista Ordo sulla quale, nel 1936, tre dei rappresentanti della Scuola di Friburgo (Walter Euken, Eugen von Böhm-Bawerk, Alexander Rüstow) pubblicarono il loro Manifesto.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Macroeconomia, Riflessioni

06
Febbraio
2015

Monete Virtuali

Monete Virtuali

Nella seconda metà del XX secolo Marshall Mcluhan ci aveva messo in guardia: se la cultura meccanica de-tribalizza, quella elettronica re-tribalizza.
E in effetti questo primo scorcio del XXI secolo evoca preoccupanti scenari e allucinate visioni da medioevo elettronico. Si passa dalla barbarie delle terribili cronache terroristiche (i nuovi fondamentalismi si alimentano anche con i social network), alla circolazione di nuove monete virtuali. Quest'ultimo fenomeno, di cui ci siamo già occupati, solleva più di un timore. Tanto che la Banca d'Italia si è preoccupata di uscire con una comunicazione e un'avvertenza, entrambe del 30/01/2015. In questo articolo de IlSole24Ore (leggi qui) vediamo come fioriscano un pò ovunque iniziative di battere monete locali, mentre questo focus di Linkiesta dà il polso della situazione americana per le monete locali.

Se agli inizi del '900 J.M. Keynes ci ricordava che "Il denaro ha importanza solo per quello che può procurare", noi oggi ci stiamo accorgendo che l'importanza del denaro è direttamente proporzionale ai debiti che riesce ad estinguere.
Ciò alla luce del fatto che i sistemi economici producono individui sempre più indebitati, come ci rappresenta Maurizio Lazzarato (vedi qui). La moneta dunque tende a rapportarsi alle nuove prospettive antropologiche che si vanno delineando.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Moneta, Macroeconomia

28
Gennaio
2015

Crisi da sovraindebitamento: norme attuative

DM 24/09/2014 n. 202: registro degli organismi di composizione della crisi

Crisi da sovraindebitamento: norme attuative

Nella Gazzetta Ufficiale del 27/01/2015 è stato pubblicato, secondo le ormai note tempistiche italiane, il decreto del Ministero della Giustizia che regolamenta il registro degli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 gennaio 2012, n. 3.

Avevamo detto a suo tempo (vedi qui) delle norme introdotte dalla Legge 3/2012.

Ora non possiamo che augurarci che si pervenga, finalmente,  alla sua completa attuazione.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Come difendersi

24
Gennaio
2015

Governance Vs Sovranità

U.E. e deriva neoliberista

Governance Vs Sovranità

L'evoluzione del pensiero neoliberista, come consolidatasi negli ultimi trent'anni, concepisce l'esercizio del potere governativo (tipico degli stati nazionali e anche delle loro federazioni) secondo la razionalità d'impresa. La scuola del Public Choice, nata nella Università della Virginia a Charlottesville, ha evidenziato le criticità della burocrazia e la sua incapacità di ben performare secondo il criterio delle tre E (efficacia, economia, efficienza).
Le critiche, basate sulla visione del funzionario pubblico come agente razionale che risponde solo ad egoistici bisogni materiali, mettono in evidenza i ritardi, i costi eccessivi, gli abusi, le frodi, che troppo spesso caratterizzano le amministrazioni pubbliche. Il patrocinio di queste tesi da parte del pensiero economico neoliberista ha portato nel tempo a una mutazione imprenditoriale nell'azione pubblica, tesa ad accrescerne l'efficienza e a ridurne i costi. A partire dagli anni Ottanta del XX secolo si è imposto nei paesi Ocse il paradigma che prescrive che l'azione delle pubbliche amministrazioni deve essere fondata sulle regole del mercato e della concorrenza.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Macroeconomia

11
Dicembre
2014

Italia: Debito Sovrano vs Sistema Produttivo

Conseguenze macroeconomiche del debito sovrano

Italia: Debito Sovrano vs Sistema Produttivo

Per comprendere le dinamiche attuali del finanziamento del debito pubblico italiano giova partire da quella tendenza, registrata tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, che consisteva nella sostituzione dei titoli pubblici ai depositi bancari nel portafoglio dei risparmiatori, all'epoca definita "disintermediazione bancaria".
In un solo decennio lo scenario cambiò significativamente. Nel 1978 solo il 9% del risparmio del sistema economico veniva investito in titoli di stato, mentre nel 1990 tale quota saliva al 42%.
Dopo altri due decenni la situazione si presenta invertita.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Macroeconomia

01
Dicembre
2014

Shale Oil

La bolla americana del petrolio

Shale Oil

Ce ne siamo accorti tutti andando a fare il pieno che il prezzo della benzina è, seppur di poco, sceso. Un calo ridotto per via delle accise che pur sempre gravano nella misura principale sul prezzo del carburante, ma che nasconde dietro di sè il crollo vertiginoso del prezzo del petrolio. Le quotazioni del greggio sono ormai prossime a scendere sotto i 70 dollari al barile, il livello più basso dal 2010. Se pensiamo che a giugno il prezzo era di 115 dollari, il calo è stato del 30%. Questo crollo del prezzo per barile presenta due radici profonde, a cui si aggiunge la recente decisione dell'Opec di non tagliare le quote di produzione che ha definitivamente messo in crisi il sistema.

Categories: Politica Economica, Debito, Macroeconomia

01
Dicembre
2014

TUTTI VOGLIO USCIRE DALLA CRISI?

Volcker Rule e Europe set to soften bank split reforms

TUTTI VOGLIO USCIRE DALLA CRISI?

<<La crisi economica potrà essere mascherata con interventi palliativi e cure sintomatiche, ma riemergerà "naturalmente" per "causa intrinseca" appena svaniti gli effetti di qualunque cura sintomatica via via posta in essere.>> (F. Merusi, Il sogno di Diocleziano, p.24)


Come noto, molti sistemi economici si trovano nel mezzo di una congiuntura globale (che alcuni hanno denominato Grande Recessione) che affonda le sue radici anche nel rapporto tra banca universale e una "nuova" finanza, caratterizzata da varie forme di "cartolarizzazione" dei rischi.
Queste nuove tecniche di cartolarizzazione dei rischi (ahimè non solo dei rischi di credito) sono state largamente adottate, anche con modalità imitativa, e hanno formato oggetto d'insegnamento universitario e di approfondimento dottrinale.
Come sempre accade nei casi in cui la prospettiva speculativa eccita il sangue degli uomini, l'ingegno finanziario ha partorito prodotti sempre più complessi, appetibili quanto a redditività sperata, seppur difficilmente comprensibili nella loro essenza e utilità sociale.

Categories: Politica Economica, Educazione Finanziaria, Macroeconomia

21
Ottobre
2014

Manifesto Italiano (italian exit strategy)

Documento programmatico per fronteggiare la recessione in Italia

Manifesto Italiano (italian exit strategy)

Questo contributo vuol essere di taglio pratico-operativo e rinuncia, pertanto, a svolgere qui ogni analisi della grave recessione attualmente in corso. La considera un dato di fatto e si concentra sulle misure di politica economica che è ragionevole adottare per fronteggiarla efficacemente. Ad ogni modo, considerato che la valutazione di una prognosi non può prescidere dalla conoscenza della diagnosi sulla quale è fondata, si rinvia all'analisi di sintesi espressa nell'articolo "Il laissez-faire della mano invisibile e il savoir-faire della mano pubblica", pubblicato in questo stesso blog.
Qui ci si limita a richiamare il fermento di queste settimane per gli annunci delle (ulteriori) misure anticrisi in corso di adozione in alcuni paesi dell'area Euro. Si pensi all'Italia, in cui in questi giorni si dibatte la Legge di Stabilità 2015, e alla Francia, che vara il Projet de Loi de Finances 2015. I tratti comuni dei due provvedimenti sembrano essere, da un lato, tagli alla spesa pubblica, dall'altro, alcuni sgravi fiscali e qualche provvidenza alle fasce sociali più deboli.
Gli interventi adottati sinora in Italia, pur se in alcuni casi apprezzabili, non affrontano la problematica del debito, in particolare l'incidenza sul bilancio pubblico annuale dei costi per il suo servizio. Più di 300 miliardi in quattro anni, secondo l'Istat, è quanto l'Italia ha speso, dal 2010 al 2013, per pagare gli interessi sul proprio debito pubblico.
Non confrontandosi con le tematiche del debito e del riordino del settore finanziario, le manovre che hanno visto la luce in questi ultimi anni, quando non sterilizzate dal rinvio a provvedimenti attuativi mai partoriti, si rivelano tentativi d'intervento velleitari, tesi per lo più a rinvigorire la domanda aggregata del settore privato con alcuni sgravi e piccole elargizioni. La loro efficacia tende a dissolversi dopo breve durata dall'impatto iniziale.
La storia ci ha però insegnato che alla fine il settore pubblico non potrà sottrarsi al proprio impegno diretto sul fronte della domanda e dovrà giocoforza rafforzarla, inserendosi decisamente nelle dinamiche economiche. Per farlo dovrà scrollarsi di dosso il pesante onere del servizio del debito che ha finora ingessato ogni manovra.
Secondo chi scrive il sistema Italia raggiungerà lo stremo verso la fine del 2016. Per quell'epoca sarà necessario adottare misure come quelle tratteggiate qui di seguito. Si evidenzia che nessuno dei punti sotto riportati prevede l'uscita dell'Italia dal sistema dell'Euro o dall'Unione Europea, argomenti spesi così tanto nei pubblici dibattiti da diventare veri e propri mantra. In realtà è auspicabile che gli interventi di seguito proposti vengano attuati con la condivisione e anche con il sostegno attivo degli organismi comunitari, in particolare della BCE. In quest'ultimo caso sarà opportuno rimodulare e tarare le misure per sincronizzarle e armonizzarle con gli eventuali interventi di sostegno.
Il presente manifesto non pretende di avere caratteri di esaustività, ma intende porsi come esempio di quali interventi il sistema italiano non potrà fare a meno. La sua formulazione prescinde dall'adesione a questa o a quella formazione politica, e non si presta ad essere orientamentata ideologicamente. Si tratta di misure dal contenuto spiccatamente tecnico economico, senza colorazione politica e prive di velleità propagandiste. Questo documento è stato scritto per senso del dovere civico, risvegliato con forza da serie preoccupazioni sull'attuale stato di crisi economica e sociale dell'Italia e sulle sue ragionevoli aspettative di crescita nei prossimi anni.

CONTINUA A LEGGERE (clicca sul titolo in alto o su Leggi Tutto qui sotto)

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Debito, Macroeconomia

20
Ottobre
2014

Il laissez-faire della mano invisibile e il savoir-faire della mano pubblica

Il laissez-faire della mano invisibile e il savoir-faire della mano pubblica

"L'avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro." Eugène Delacroix

L'orizzonte è il confine cui può arrivare il nostro sguardo senza incontrare interruzioni. Pur essendo tutti sotto lo stesso cielo, quelli di noi che vedono più chiaramente le cose possono tracciare un percorso più affidabile e sicuro. Ma non sempre tutto è visibile con chiarezza e spesso gli uomini sono portati a fare delle interpolazioni per riempire quei fastidiosi vuoti di pensiero che disturbano lo sguardo della loro mente. In una parola: semplificano. Tali semplificazioni però possono produrre conseguenze indesiderate, in certi casi spiacevolmente gravi. Così, fin dall'alba del pensiero economico, la luce abbagliante del liberismo ha offerto la possibilità di ricondurre sentimenti estremi di possesso e comportamenti di predazione nei confini di una pratica lecita, se non addirittura desiderabile. In questa sovraesposizione luminosa sono state esplorate sempre nuove possibilità mercatistiche e create organizzazioni economiche sempre più grandi e distribuite, in un'eccitazione al profitto e all'accumulo di capitale. Sono nati così i sistemi economici tipici del cosiddetto mondo occidentale, oggetto di una copiosa saggistica che li ha descritti a volte come miracolosi, altre come caotici, paragonando la loro incognita esistenziale a quella delle grandi città metropolitane.
Tutta una vulgata ha narrato l'economia con formule e grafici, dichiarandola avulsa dalle umane passioni e pulsioni, soggetta a leggi e meccanismi automatici, prossima più alle scienze nobili che a quelle sociali. I sentimenti e le passioni, le ideologie e le credenze, l'euforia e il panico, le scelte politiche e la responsabilità civile - tutti elementi disturbatori della quiete scientifica - sono stati sbattuti fuori dal pensiero economico.
Su questo terreno è fiorita l'econometria, che all'economia ha creduto di poter fornire gli occhi. I modelli econometrici guardano in tutte le direzioni e indagano molteplici fenomeni. Ma ricordano gli occhi di alcune specie di granchi. Questi granchi hanno occhi che possono ruotare di 360 gradi. È straordinario! Possono vedere tutt'intorno. Ma non possono guardare in alto e per questo sono facile preda degli uccelli. Così sono costretti a uscire di notte per procurarsi il cibo, nella speranza di cavarsela e arrivare al giorno dopo. A ben guardare, sembra che anche per la "scienza economica" avvenga qualcosa di simile.
Se desideri approfondire la critica alla razionalità neoliberista, vedi Christian Laval e Pierre Dardot (per i riferimenti clicca qui) in un loro recente saggio.
Io qui mi limito a evidenziare, con una battuta, che emozioni e sentimenti in economia sono come i bambini in auto: non li vorresti mai alla guida, ma non puoi nemmeno rinchiuderli nel bagagliaio.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Debito, Macroeconomia

14
Ottobre
2014

Italy No Good

Un paese in difficoltà

Italy No Good

Segnalo qui tre contributi di un giovane italiano che ha scelto di guardare dall'estero il profilo del proprio paese. Si tratta di Roberto Orsi, PhD alla London School of Economics, docente e ricercatore all'Università di Tokyo, i cui lavori in questi ultimi mesi sono comparsi in molti siti e blog che si occupano di politica e di economia.
35 anni, originario di Saluzzo, in provincia di Cuneo, Roberto si è laureato in Giurisprudenza all'Università di Torino. Ha vissuto prima ad Amburgo (tra il 2005 e il 2006), poi a Londra (2006-07), nel 2008 è tornato in Germania, a Francoforte, e ora si trova all'Università di Tokyo.
I tre articoli in questione sono stati scritti in tempi diversi e restituiscono una visione dell'Italia che, purtroppo, non sembra poter essere facilmente smentita. Colpisce la lucidità delle ricostruzioni di Orsi, in particolare quella del suo articolo più recente. Vediamo di che si tratta.

Il primo ha per titolo "Il discreto collasso dell'economia italiana" del 23 aprile 2013 (clicca qui per leggerlo in italiano), nell'originale "The Quiet Collapse of the Italian Economy" (clicca qui per leggerlo in lingua inglese). Il testo evidenzia il problema del debito pubblico italiano e il long term refinancing operation (LTRO) attuato nel 2011 e nel 2012 dalla BCE, ponendo l'accento su come questo abbia permesso "il ritiro in buon ordine degli investitori internazionali dall'Italia, specialmente francesi e tedeschi, la cui quota detenuta di debito italiano è passata dal 51% al 35%, facendo sembrare che fossero le banche italiane a ricomprare il debito nazionale". Erano gli ultimi giorni del Governo Monti, rimasto in carica per 529 giorni dal 16/11/2011 al 28/04/2013.

Il secondo è "La rovina dell'italia e l'arrivo del caos" dell'8 ottobre 2013 (clicca qui per leggerlo in italiano), dal titolo originale "he Demise of Italy and the Rise of Chaos" (clicca qui per leggerlo in lingua inglese). L'articolo indica le ben note criticità del sistema Italia rilevate nell'autunno 2013, all'epoca del Governo Letta, rimasto in carica per 300 giorni dal 28/04/2013 al 22/02/2014.

Il terzo è "Perché l'Italia non ce la farà" del 1 ottobre 2014 (clicca qui per leggerlo in italiano), dal titolo originale "Why Italy Will Not Make It" (clicca qui per leggerlo in lingua inglese). Qui si rappresenta che l'Italia è molto vicina a quella situazione che gli economisti chiamano "trappola del debito", e che verosimilmente si dovrà procedere a una ristrutturazione del debito pubblico. Con riferimento all'enfasi riformista del Governo Renzi, attualmente in carica dal 22/02/2014, l'articolo evidenzia come "la natura e la portata delle riforme proposte (Senato, pubblica amministrazione, giustizia, scuola, legge elettorale ecc.) dimostrano infatti che l'Italia manca delle fondamenta, di tutto ciò di cui un normale paese occidentale dovrebbe essere dotato da almeno sessant'anni. Più che di ricostruzione, si dovrebbe parlare di edificazione tout court".

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Debito, Macroeconomia

09
Settembre
2014

Debito Pubblico

Un nemico da sconfiggere?

Debito Pubblico

Il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record raggiungendo un nuovo massimo storico a 2.168,4 miliardi nel giugno 2014. Lo comunica Bankitalia, secondo la quale nei primi sei mesi il debito pubblico è aumentato di 99,1 miliardi, riflettendo il fabbisogno della P.a (36,2 mld) e l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (67,6 mld). Per inciso, è interessante notare (per verificare clicca qui) che dei 2.168,4 miliardi di debito solo 733,1 miliardi (circa il 33,80%) sono riferibili a soggetti a non residenti.

Non sono bastati continui cambi di governo negli ultimi anni e manovre finanziarie di ogni genere per arginare questo fiume in piena. Il debito sovrano ci appare sempre più come un indistruttibile Golem contro il quale non c'è arma che abbia effetto.

Quali sono i rimedi che suggerisce il mainstream macroeconomico?

Categories: Debito, Macroeconomia

24
Luglio
2014

Quelli che il debito... Italia

Italian full-down debt crisis in November 2016?

Quelli che il debito... Italia

Come tutti sanno, l'Italia partecipa a un processo (lungo e articolato, la cui meta finale è ancora lontana e incerta) di federazione con altri stati europei, e lo fa con la consapevolezza storica che obiettivi di compattamento o di unificazione non sempre premiano tutti i partecipanti come questi vorrebbero. Quelle aree che partono svantaggiate corrono il rischio di non trovare concrete possibilità di emancipazione e possono restare durevolmente confinate ai margini dello sviluppo, con peggioramento delle condizioni di vita e la frustrazione per la disillusione rispetto alle aspettative.
In questo quadro d'insieme nel 2009 si è abbattuta la crisi economica generale, che è stata poi chiamata Grande Recessione.
Nel febbraio del 2010 (qualche mese prima del declassamento a junk bond del debito pubblico greco) affidavo a una piccola opera di narrativa (una raccolta di racconti) il compito di diffondere i miei timori per il futuro del Paese. (vedi qui).

Così scrivevo: "In quegli anni i sistemi politici dei vari paesi collassavano sotto il peso della corruzione e del populismo più sfrenati, con evidenti e pesanti ripercussioni nei relativi ordinamenti giuridici e contesti economici. Eppure allora nessuno sembrava presagire ciò che sarebbe successo poco più di dieci anni dopo, a cominciare da quella fredda mattina del 28 novembre 2016 in cui il default italiano sul debito pubblico avviò il crollo del sistema valutario di quella che allora veniva chiamata eurolandia. Quel giorno una folla inferocita invase e occupò gli uffici romani delle poste di viale Europa e nelle settimane che seguirono i disordini si moltiplicarono in tutto il paese. Da lì, come alpinisti in cordata, vennero giù una dopo l'altra le economie dei paesi collegati all'euro, a partire da quelle più fragili dell'est europeo, e non mancarono episodi di cannibalismo e protezionismo finanziario, tentativi estremi di ossigenare i tessuti economici ormai prossimi alla necrosi. Oggi noi, che sappiamo come sono andate le cose, che sentiamo ancora bruciare le ferite, possiamo dire, se non di aver capito, quantomeno di aver intuito quali dinamiche è bene preservare per garantire l'equilibrio dei sistemi politici ed economici. Questi sono sistemi complessi e possono funzionare solo se si assicura loro l'apporto dialettico di forze molteplici: il pluralismo è il loro carburante, tesi e antitesi sono i pistoni dei loro motori."
Perché questa pessimisica previsione? Non è forse meglio evitare di preoccuparsi troppo e non cadere in ansia?
Il fatto è che già nel 2010, a due anni dall'inizio della crisi, erano già ben chiare le dinamiche e prevedibili gli sviluppi. E lo sono ancora.

Il Sole 24Ore del 24/07/2014 porta un articolo sull'analisi congiunturale del Centro Studi Confindustria, in cui si dice che va male in Italia, dove la ripresa «non è nemmeno cominciata» e che il nostro Paese «era in crisi prima della crisi e continua a esserlo», come conferma la «dinamica piatta» del Pil nel 2014 stimata dal Csc.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Debito, Macroeconomia

17
Giugno
2014

Quelli che il debito ... Argentina

I Tango Bonds e la faticosa ristrutturazione del debito argentino

Quelli che il debito ... Argentina

Non è certo la prima volta che le economie s'incartano sul problema del debito.
Già nella Mesopotamia del 2.400 a.C. il re Entemena di Lagash ricorreva all'emanazione di editti per la cancellazione del debito entro i confini del regno. Il suo successore Uruinimgina dichiarò un'amnistia generale durante le celebrazioni del capodanno del 2.350 a.C. che prevedeva la cancellazione dei debiti non ancora pagati e anche di tutte le forme di servitù per debiti, con l'unica eccezione dei prestiti commerciali. Simili dichiarazioni si ritrovano continuamente nei documenti sumeri e in quelli successivi degli assiri e dei babilonesi. Il tema era sempre lo stesso: la restaurazione di giustizia ed equità per assicurare, come disse Hammurabi abolendo i debiti a Babilonia nel 1.761 a.C., "che i forti non possano opprimere i deboli" (cfr David Graeber, Debito – i primi 5.000 anni, Il Saggiatore, 2012, pag. 212).
Fin dalla culla il cuore della civiltà batteva secondo il ritmo di sistole e diastole del debito (privato e pubblico). Dopo 4.000 anni le cose non sono cambiate di molto.
Rispetto alle piaghe della servitù da debito di epoca risalente, nelle economie contemporanee la sintomatologia del debito ha assunto la veste dell'infezione virale endemica, e come quest'ultima ha evidenziato meccanismi di replicazione, tempi lunghi di quiescenza, caratteristiche recidivanti in corrispondenza di eventi stressanti del sistema socio-economico.

Cosa succede oggi? Come esempio vediamo più da vicino il caso Argentina.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Macroeconomia

22
Maggio
2014

Banche sotto esame: Asset Quality Review

La costruzione dell'Unione Bancaria Europea

Banche sotto esame: Asset Quality Review

Sul sito della BCE (vedi qui) si legge:
"L'istituzione del Meccanismo di vigilanza unico (MVU) nell'autunno 2014 rappresenterà una pietra miliare nella realizzazione dell'unione bancaria in Europa. L'unione bancaria è uno dei quattro elementi costitutivi di un'autentica Unione economica e monetaria. Obiettivo dell'unione bancaria è dare vita a un quadro finanziario integrato per salvaguardare la stabilità finanziaria e ridurre al minimo il costo dei fallimenti delle banche. Le sue componenti saranno il Meccanismo di vigilanza unico e i nuovi quadri integrati di garanzia dei depositi e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi.
L'unione bancaria si baserà su un corpus unico di norme per i servizi finanziari, esaustivo e dettagliato. La competenza di sviluppare ulteriormente questo corpus e di tenere sotto osservazione la sua applicazione è affidata all'Autorità bancaria europea (ABE)."

Frattanto è partita la revisione della qualità degli attivi bancari (promossa in vista degli stress test), un controllo generale della Banca Centrale Europea (in coordinazione con le banche centrali nazionali) che punta a verificare la solidità delle maggiori istituzioni bancarie d'Europa. L'Asset Quality Review (AQR) – questo il suo nome anglosassone – ha preso il via nel novembre del 2013 ed è considerata una tappa fondamentale del percorso avviato in Europa in vista del prossimo novembre 2014, quando la BCE assumerà il ruolo di supervisore unico del sistema bancario Ue. Al vaglio i bilanci di 124 gruppi bancari europei che coprono circa l'85% del sistema bancario del Vecchio Continente.

Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Macroeconomia

04
Maggio
2014

Utilizzo risorse informative - I sondaggi mentono?

Le presentazioni pubbliche dei sondaggi sono mezze verità?

Utilizzo risorse informative - I sondaggi mentono?

"La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta" - Theodor Adorno

Tutti sembrano concordi nell'affermare che l'informazione è una delle più importanti risorse della nostra epoca, oltre che consapevoli che quella che ci arriva attraverso giornali, radio, televisioni e Internet, è anche una risorsa fondamentale della vita democratica, nonché una fonte di potere. Dunque, in un Blog che si occupa di Debito e di Economia non stona una digressione su come le risorse informative vengono rese disponibili e utilizzate.

Se è vero che la libertà di scelta ha da sempre affascinato l'umanità, è altrettanto vero l'interesse umano per la predizione di eventi e, quindi, anche di scelte che altri uomini e donne andranno a compiere. Nelle società contemporanee gli oracoli di antica memoria sono stati sostituiti da strumenti predittivi a valenza statistica. In questo contesto, il Blog Etica Sempre (www.eticasempre.it) pone un'interessante quesito. Prendendo spunto dall'incolpevole istituto TECNE' (sondaggio del 13 marzo 2014) che si comporta come tutti gli altri analoghi istituti, Etica Sempre ci rappresenta come dovrebbero essere presentati i sondaggi, e cioè

ASTENUTI & C 49,60%
PD 14,80%
FORZA ITALIA 12,70%
M5S 10,60%
NUOVO CD 1,80%
LEGA NORD 1,19%
F.LLI D'ITALIA 1,66%
SEL 1,40%
UDC 1,10%
ALTRI 5,10%
TOTALE 100,0%

Ecco come invece il predetto sondaggio è stato presentato:
PD 29,50%
FORZA ITALIA 25,20%
M5S 21,10%
NUOVO CD 3,60%
LEGA NORD 3,80%
F.LLI D'ITALIA 3,30%
SEL 2,80%
UDC 2,20%
ALTRI 8,50%
TOTALE 100,00%

La rappresentazione pubblicata pone come base cento il totale degli intervistati che esprimono una preferenza.
Ad onor del vero, l'istituto TECNE' segnala almeno a parte che i non schierati rappresentano il 49,60% degli intervistati, ma vi sono altri casi in cui il dato è celato o comunque non evidenziato.
Questo modo di fare è corretto? Queste edulcorazioni informative sono innocue? Cosa si nasconde dietro di esse?

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica, Antropologia, Riflessioni

27
Aprile
2014

Denaro Contante

Quanto costa la gestione della cartamoneta?

Denaro Contante

La cosiddetta "Spending Review", o revisione della spesa pubblica, è la scommessa dei governi di riuscire a "tagliare" le spese superflue senza penalizzare oltremodo i servizi pubblici necessari o, comunque, opportuni. Si va dai tagli nella Pubblica Amministrazione ai tagli degli stipendi dei manager pubblici. Ma tra i costi sociali ve n'è uno che comporta ogni anno un costo pari a 8 miliardi di euro, equivalente a circa lo 0,52% del Pil: la gestione di banconote e monete, il cosiddetto denaro "fisico".
Chiarisce il fenomeno l'indagine della Banca d'Italia sul costo sociale degli strumenti di pagamento in Italia, reperibile cliccando qui.

Categories: Moneta, Educazione Finanziaria

24
Aprile
2014

Eurobancor - €B

Che fare con l'Euro?

Eurobancor  -  €B

Il dibattito economico sulla sostenibilità della moneta unica nel medio-lungo periodo è costantemente acceso e sembra proporre due soluzioni: abbandonare il prima possibile o continuare in una direzione comune?
A favore della seconda, un gruppo di economisti si è recentemente schierato contro l'uscita dall'euro. Tra essi, Lorenzo Bini Smaghi, Marcello De Cecco, Jean-Paul Fitoussi hanno definito tale scelta una tentazione pericolosa, che porterebbe paesi come l'Italia a una situazione di crisi ancora più grave dell'attuale.

Intanto l'Euro si rivaluta (vedi qui), o forse le monete degli altri paesi extra UE si svalutano: ma è un bene?

Quali sono gli elementi che portano alla convinzione che l'introduzione dell'euro sia un bene assoluto e non abbia invece contribuito mediamente a peggiorare la situazione degli stati membri dell'UE o di alcuni di loro rispetto ad altri?

Categories: Politica Economica, Moneta, Macroeconomia

25
Marzo
2014

Come difendersi da comportamenti finanziari illegittimi

Come difendersi da comportamenti finanziari illegittimi

Come difendersi da banche e società finanziarie è diventato il leitmotiv di libri, articoli, trasmissioni televisive e radiofoniche. La nostra pagina "Strumenti" riporta alcune utili guide che segnaliamo qui sotto.

BANCA: ANATOCISMO & USURA

I termini Anatocismo e Usura sono entrati nel linguaggio corrente, ma è necessario comprendere appieno il loro significato e comprendere la legislazione e l'interpretazione giurisprudenziale che riguarda tali fenomeni. Cliccando qui potrete accedere a una sintetica guida.

LICEITA' E MERITEVOLEZZA DEL CONTRATTO DI MUTUO BANCARIO

Diffusissima forma tecnica di erogazione di finanziamenti, il mutuo fondiario (o bancario) presenta vari aspetti e problematicità che è opportuno indagare e conoscere più da vicino. Cliccando qui potrete accedere a una sintetica guida.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Come difendersi

18
Marzo
2014

Sovraindebitamento!

Cos'è e come difendersi

Sovraindebitamento!

L'elevato, e in certi casi irresponsabile, livello dei prestiti erogati da banche e altre istituzioni finanziarie, sommato al calo dei redditi per la recessione in atto, ha portato molte persone a vivere l'esperienza del sovraindebitamento.
Rientrano nella categoria di sovraindebitati tutte quegli individui o famiglie, che si trovano in una situazione di deficit economico in quanto il loro bilancio fa registrare uscite superiori alle entrate.
Già prima della Grande Recessione avviatasi nel 2008 i segnali dell'indebitamento risultavano evidenti.
L'Adiconsum realizzava una ricerca (vedi qui) su esperienze del suo sportello di ascolto per il periodo 2003-2006, in cui perveniva alle seguenti conclusioni:
1) la mancanza di un reddito adeguato nelle nuove generazioni, delinea una condizione di rischio per la quale i figli permangono nella famiglia di origine anche in età adulta senza contribuire alle spese e pesando economicamente anche per lungo tempo;
2) l'incapacità delle famiglie di gestire adeguatamente le spese a fronte di un cambiamento strutturale (es. di reddito, di lavoro ecc.), è un fenomeno psicologico in base al quale le persone non modificano i loro comportamenti immediatamente al mutare delle condizioni socio-economiche;
3) la situazione di sovraindebitamento è prodotta soprattutto dall'illusione di poter utilizzare ad oltranza pagamenti rateizzati, che spesso hanno indotto ad effettuare spese superiori alle proprie possibilità economiche, senza strategie di rientro finanziario;
4) il sovraindebitamento sembra frutto della costruzione attiva di un percorso di indebitamento che può durare anni, caratterizzato da una incapacità di valutare i rischi connessi a certe tipologie di spesa, di monitorare adeguatamente le conseguenti uscite e la capacità di assolvere ai debiti contratti, nonché di fare previsioni per il futuro rispetto anche a possibili imprevisti;
5) svanisce l'idea delle fasi di vita "sicure" (qualificate da stabilità economica, ad es. l'età adulta, caratterizzate da quote di risparmio che garantiscono tranquillità) e delle fasi di vita a "rischio" (caratterizzate da una minore stabilità economica,ad es. l'età giovanile, distinte da incertezza); la vita appare come un percorso complicato caratterizzato da numerosi nodi critici.
Un'altra ricerca del 2005 (vedi qui) analizza l'uso responsabile del denaro e il senso di autoefficacia.
Anche il Governo italiano rifletteva nel 2007 (vedi qui) sull'indebitamento e il sovraindebitamento di individui e famiglie.
Oggi, dopo l'avvento della crisi economica generale, le considerazioni contenute negli allegati sopra segnalati suonano ovvie. Ma dopo anni, il loro suono è cupo e sordo, come quello di una "campana a morto".
Questo intervento, lungi dall'essere esaustivo, vuole aiutare con qualche consiglio, utile e facilmente comprensibile, per identificare quali comportamenti tenere in caso ci si venga a trovare con debiti che non si ha la possibilità di pagare.
Anche in questi casi non si è privi di diritti e sono proprio queste le situazioni in cui è necessario difendersi da eventuali comportamenti predatori dei creditori o di altri soggetti che possono intervenire nel rapporto di debito.

Categories: Debito, Antropologia, Come difendersi

05
Marzo
2014

Bitcoin ... non è cosa facile!

Il crash della moneta digitale

Bitcoin ... non è cosa facile!

A proposito del BitCoin Warren Buffett a Business Insider ha detto: "It's not a currency," he said. "I wouldn't be surprised if it wasn't around in the next 10-20 years." "It's being priced off the dollar," Buffett added. "It is not a durable means of exchange." Certo, è facile dirlo dopo che una delle principali borse che scambiano i Bitcoin, la giapponese Mt.Gox, dopo aver perduto le tracce di oltre 850.000 bitcoin propri e dei propri clienti, ha chiesto al Ministero della Giustizia di Tokyo l'avvio della procedura di fallimento: la società asiatica creerà un buco stimato sui 475 milioni di dollari, oltre 340 milioni di euro. Meno di una settimana dopo Mt.Gox, chiude anche Flexcoin. La banca canadese specializzata in moneta virtuale ha comunicato che la decisione si è resa necessaria dopo che pirati informatici hanno rubato dal suo caveau online 896 bitcoin, il che al cambio attuale si traduce in una perdita di circa 600 mila dollari. Le vicende di Mt.Gox e Flexcoin alimentano i dubbi sulle possibilità dei bitcoin di diventare sul serio una valuta alternativa, ma evidenziano un elemento che forse ai più era finora passato inosservato. La moneta emessa da soggetti privati non gode delle garanzie governative che, invece, assistono gli istituti di emissione riconosciuti dallo Stato.

Categories: Moneta

05
Marzo
2014

Quanto vale un cittadino

Il capitale umano in Italia

Quanto vale un cittadino

Recentemente è stato pubblicato un curioso studio dell'Istat riguardante il valore del capitale umano di ogni italiano. Al cittadino medio è stato attribuito un valore economico sulla base di formule attuariali/finanziarie. Il metodo di calcolo usato dall'Istituto di statistica considera il valore attuale del reddito da lavoro lungo il ciclo di vita previsto, tenendo conto di possibili cambiamenti della retribuzione (dovuti anche all'esperienza), di ulteriore istruzione che si può acquisire, di modelli differenziali di partecipazione alla forza lavoro e della mortalità. Variabili su cui incidono le dinamiche demografiche, le condizioni del mercato di lavoro, nonché il sistema educativo. Si giunge cosi a stimare il valore del capitale di ciascun italiano in circa 342 mila euro. Una media che si ottiene da dati che si discostano in maniera significativa tra loro. Scostamenti notevoli si hanno sul versante del sesso( le donne varrebbero circa la metà degli uomini, 231 mila contro 453 mila) e dell'età (556 mila per i giovani, 293mila euro per i lavoratori nella classe anagrafica intermedia tra 35 e 54 anni e solo 46 mila euro per i lavoratori tra 55 e 64 anni).

Categories: Antropologia, Riflessioni

01
Marzo
2014

L'economia va come un treno

Welfare o Snowpiercer?

L'economia va come un treno

La rivista americana "Forbes" ogni autunno stila la lista dei 400 uomini più ricchi degli Stati Uniti. Il fondatore della Microsoft Corporation, Bill Gates, ormai da anni conserva l'indiscusso primo posto. Per poter rientrare tra i fortunati occorre essere "soltanto" miliardari.
La classifica è la cartina di tornasole della disparità economica presente nelle società umane: l'1% degli statunitensi (i più ricchi) possiede oltre un terzo della ricchezza dell'intera nazione. In Italia nel 2012 il 10% delle famiglie più ricche deteneva il 45,9% della ricchezza netta.
La gente mormora. Dice "i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri", se la prende con "l'euro che ci ha rovinati" o con il "governo incapace e i politici ladroni". Non sono analisi macroeconomiche, quanto piuttosto lo sfogo di "pendolari della vita" che cercano di instaurare una conversazione tra una fermata e l'altra. Lamenti che nascono e muoiono in fretta, perché è arduo trovare le soluzioni ai problemi che sottendono.

Categories: Letteratura / Cinema / Arte, Riflessioni

21
Febbraio
2014

Soft Law? No grazie!

Benvenuti qui ... dove finisce il libero mercato

Soft Law?   No grazie!

La sig.ra Thesing è una giornalista e lavora per la Bloomberg, la quale svolge le sue attività a Londra (Regno Unito), con il nome di Bloomberg News. Il 20 agosto 2010, la sig.ra Thesing ha chiesto alla BCE di accedere a due documenti relativi all'utilizzo di operazioni in strumenti derivati nel finanziamento del deficit e nella gestione del debito pubblico in Grecia e nell'area dell'euro. Questi documenti richiestii:
- SEC/GovC/X/10/88a - doc.intitolato "L'impatto sul deficit pubblico e il debito da off-market swaps. Il caso greco"
- SEC/GovC/X/10/88b - doc.intitolato "Il Titlos transazione e l'eventuale esistenza di operazioni analoghe che influiscono sul debito delle amministrazioni pubbliche dell'area dell'euro o livelli di disavanzo"

La B.C.E. rifiutava l'accesso e fondava tale decisone sulla tutela dell'interesse pubblico per quanto concerne la politica economica dell'Unione europea e della Repubblica ellenica, nonché sulla tutela delle deliberazioni e delle consultazioni interne della BCE.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Politica Economica

18
Febbraio
2014

Contanti? No, grazie!

Limitazione dei contanti e dematerializzazione della moneta

Contanti? No, grazie!

L'esigenza di limitare l'uso dei contanti si concretizza come strumento di lotta al riciclaggio, muovendo nel 1991 con la Legge 197 per contrastare le organizzazioni di stampo malavitoso. Da allora vi sono stati molti provvedimenti di legge e di prassi emanati anche dal legislatore comunitario. Il legislatore italiano, rispetto a quello comunitario, ha voluto dare anche valenza fiscale alle norme antiriciclaggio. In Italia, dunque, gli obiettivi del legislatore nazionale sono diventati: contrastare il riciclaggio di capitali di provenienza illecita e comprimere i rischi di evasione fiscale.

Da un punto di vista sociologico, questi sviluppi rimandano a un sottostante che vede il potere finanziario, sempre più mobile e volatile, alla guida dell'economia, bisognoso di una moneta svincolata da supporti materiali, non più emblema della società mercantile e del ruolo centrale dell'autorità politica. Nella sua forma elettronica, la moneta diventa pura informazione, guadagna in autonomia e si affranca dall'economia reale.

Categories: Moneta

17
Febbraio
2014

The Wolf of Wall Street

Atto d'accusa

The Wolf of Wall Street

Un successo internazionale. Un film che ha incassato più di 300 milioni di dollari al box office mondiale. The Wolf of Wall Street è il più grande successo cinematografico del regista Martin Scorsese. Uno straordinario Leonardo di Caprio interpreta i panni di Jordan Belfort, e dà vita a una delle migliori performance cinematografiche di sempre. Ma chi è Jordan Belfort veramente? E qual è il vero significato del film?

Categories: Educazione Finanziaria, Letteratura / Cinema / Arte

13
Febbraio
2014

BITCOIN

rivoluzione monetaria o fuoco di paglia?

BITCOIN

In principio il progetto Bitcoin fu il tentativo di coronare il sogno della creazione di una moneta indipendente da qualsiasi autorità, libera dalle ingerenze statali, dal signoraggio, dagli interessi bancari e dall'inflazione. I bitcoin non vengono emessi da banche centrali e il loro valore dipende dalla fiducia che i consumatori hanno in questo strumento.

Il Bitcoin nasce come idea descritta per la prima volta nel 1998 da Wei Dai nella mailing list cypherpunks. Nel 2009, la prima specifica e la bozza del concetto di moneta cibernetica vennero pubblicate in una mailing list di crittografia da un utente noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto (potrebbe essere un'identità studiata per nascondere un gruppo di persone) a cui si attribuisce l'invenzione dei Bitcoin, che dal 2007 ha pensato ad un sistema monetario diverso da quello delle banche: "Ciò che serve è un sistema di pagamento elettronico basato su prove crittografiche, invece che sulla fiducia, che consenta a soggetti consenzienti di negoziare direttamente tra loro senza la necessità di un garante terzo".

Categories: Moneta

12
Febbraio
2014

C'era una volta l'America

diagnosi dell'Italia

C'era una volta l'America

Oggi, 12 febbraio 2014 la Camera dei Rappresentanti e del Congresso americano ha votato a favore dell'innalzamento del tetto del debito, in modo da scongiurare un rischio default e poter far fronte agli impegni finanziari fino al 15 marzo del 2015. Ma cos'è il tetto del debito? V'è da dire che in Italia per decenni nessuno sembra mai aver posto la necessità di dare un tetto al debito pubblico, quantomeno fino a quando non è intervenuto il limite comunitario del contenimento del deficit del bilancio pubblico (il famoso 3% del PIL).

Ad ogni modo, negli USA il tetto del debito, o "debt ceiling" è il limite massimo che può raggiungere l'indebitamento pubblico. Se superato, l'Amministrazione si vedrebbe annullata la possibilità di ricorrere a finanziamenti tramite l'emissione di titoli del debito pubblico, rischiando cosi di entrare nel pericoloso vortice del default.

Categories: Debito

11
Febbraio
2014

Doing Business 2014

diagnosi dell'Italia

Doing Business 2014

Benvenuti in Italia, paese membro del prestigioso club "Ocse", del quale è il quart'ultimo stato per facilità di ottenere credito, penultimo per quantità e qualità delle tasse pagate, ultimo per capacità di far rispettare i contratti. Questo il biglietto da visita del nostro paese, con cui si presenta al resto del mondo e ai potenziali investitori internazionali. I dati provengono dal report della Banca Mondiale "Doing Business 2014", uno studio che mette a fuoco pregi e difetti del nostro sistema economico e che, attraverso l'analisi di indicatori di varia natura, attribuisce una posizione a ciascun paese in base alla facilità di fare impresa.

Categories: Macroeconomia, Riflessioni

07
Febbraio
2014

Ci scommetto! Derivati & C.

strumenti finanziari pericolosi creati nel settore privato dell'economia

Ci scommetto!    Derivati & C.

C'è una novità per i cosiddetti "derivati", rappresentata dalla sentenza della Corte d'Appello di Milano n. 3459 del 18 settembre 2013.

Già da tempo chi scrive, occupandosi dell'emissione di Certificates da parte di banche e società finanziarie, ha rilevato che in tali casi l'emittente persegue finalità diverse da quelle della compravendita, della prestazione di servizi, del prestito/mutuo, o dell'aumento di capitale, e costruisce uno strumento finanziario che obbliga le parti in un rapporto astrattamente annoverabile tra i cosiddetti "giochi a somma zero", in cui il guadagno di una parte coincide esattamente con la perdita dell'altra.

Gli strumenti finanziari derivati, proprio per la loro caratteristica di "gioco a somma zero", integrano la fattispecie di cui all'art. 1933 Cod. Civ. che fa riferimento al giuoco o alla scommessa. Per tali attività l'ordinamento giuridizo non prevede tutele (mancanza di azione) tanto che per legittimare i "derivati" si è dovuta creare l'eccezione alla regola di cui all'art. 23, c. 5, del D.Lgs. 58/1998 (il comma dice che l'art. 1933 cod. civ. non vale per gli strumenti finanziari derivati). Il legislatore si è così piegato a dichiarare la meritevolezza di questi strumenti e contratti finanziari con finalità esclusivamente speculative.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Come difendersi

31
Gennaio
2014

Rivalutazioni all'italiana

La vicenda delle quote della Banca d'Italia

Rivalutazioni all'italiana

Com'è noto la Camera dei deputati ha approvato il 29 gennaio la conversione in legge del decreto chiamato Imu-Bankitalia. Trattasi del D.L. 30 novembre 2013, n. 133 convertito, per l'appunto, nella Legge 29 gennaio 2014, n. 5. Il provvedimento prevede, tra l'altro che

- la Banca d’Italia è autorizzata ad aumentare il proprio capitale mediante quote di nuova emissione da 25mila euro, fino all’importo di 7,5 miliardi di euro.

- le quote potranno essere acquistate da banche, assicurazioni, fondi pensione, enti e istituti di previdenza con sede in Italia fino a un tetto del 3 per cento. In questa maniera, spiega il ministero dell’economia, si sostiene il sistema bancario italiano in vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema di supervisione europeo.

Quest'ultima opinione non è condivisa da tutti e voci critiche si sollevano da più parti. Per tutti si vedano i due esplicativi interventi qui segnalati 

1) Tito Boeri su La voce il il 15 ottobre 2013;

2) Angelo Baglioni su La Voce 10 gennaio 2014.

Ora, però, ricordando che la Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico, diamo un'occhiata al suo ultimo bilancio al 31/12/2012.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Moneta, Debito, Macroeconomia

19
Gennaio
2014

Terapie senza diagnosi

Azioni governative e recessione economica: uno stato confusionale

Terapie senza diagnosi

Dimmi cosa preferisci: un Governo che ti tiene la mano mentre il tuo Paese muore o uno che ti ignora mentre il tuo Paese si riprende?

Forse pochi tra i lettori avranno riconosciuto nella frase in apertura la rivisitazione di una citazione di Gregory House, Dr. House – Medical Division (I, 3), fortunata serie televisiva statunitense, che recita: “Dimmi cosa preferisci: un dottore che ti tiene la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre migliori?”

Questa frase spiega anche il riferimento all’immagine utilizzata in questo articolo: Sir Luke Fildes, The Doctor, 1891, Olio su tela, 166,4 x 241,9 cm, Tate Gallery, Londra.

Perché questo parallelo tra economia e medicina?

Nell’attuale contesto socio-economico, scosso da una dura e duratura recessione economica, le persone guardano ai governi nazionali con lo stesso sguardo che un paziente rivolge al proprio medico.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia, Letteratura / Cinema / Arte, Riflessioni

02
Gennaio
2014

Wynne Godley

Rileggiamo un saggio dell'economista inglese, scomparso nel 2010

Wynne Godley

In questo inizio 2014 voglio proporVi una rilettura dell'articolo "Maastricht and all that" scritto l' 08/10/1992 da Wynne Godley, economista inglese oggi scomparso.

A 22 anni di distanza l'attualità del contributo di Godley è stupefacente, e la sua critica ragionata all'istituzione della sola BCE in assenza di un governo federale europeo appare oggi come una previsione di sbalorditiva esattezza.

Per cercare di comprendere i malanni dell'Euro e della Comunità Europea leggere l'articolo di Godley è indispensabile. Ne ho trovato in rete una affidabile traduzione che Vi propongo: cliccate qui.

 

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia

26
Dicembre
2013

RESILIENZA

Caratteristica o giustificazione?

RESILIENZA

Nel quinto anniversario della Grande Recessione (2008 - 2013) coloro a cui è andata meno peggio preferiscono pascersi con concetti generali e astratti, piuttosto che procedere con indagini serie e circostanziate sulle cause della crisi.

Sono state addirittura ipotizzate nuove caratteristiche o qualità attribuite a sistemi economici o a interi paesi. "Nell'uscire dalla grande crisi abbiamo dimostrato la nostra resilienza" ha detto Barack Obama nel discorso della sua seconda inaugurazione il 21/01/2013. E con lui schiere di economisti e sociologi sono ricorsi a questo nuovo termine.

Perché questo neologismo?

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Macroeconomia

19
Dicembre
2013

Il ruolo del debito privato nell'Eurozona

segnalazione articolo

Segnaliamo un interessante articolo sulla crisi dell'Eurozona in cui viene evidenziata l'importanza e il ruolo del debito privato.

Per leggerlo vai all'articolo correlato.

Categories: Debito, Macroeconomia

16
Dicembre
2013

Money As You Grow

ancora sull'Educazione Finanziaria

Money As You Grow

Money As You Grow (Il Denaro Mentre Cresci) è un sito Internet varato sotto l'egida della Casa Bianca. Ci sono "le 20 cose che i ragazzi hanno bisogno di sapere per vivere una vita economicamente intelligente".  Anche Ben Bernanke (uno dei banchieri statunitensi più famosi del mondo) si è speso nel lanciare avvertimenti: "Ogni cittadino deve avere una conoscenza di base: economia e finanza".

La fondazione americana Biz World promuove l'insegnamento dell'economia dalle scuole elementari.

In Italia il settore bancario ha avviato un progetto per la diffusione della cultura economica nel Paese affidando il compito ad un consorzio indipendente denominato "Consorzio PattiChiari", la Banca d'italia è impegnata in un programma di Educazione Finanziaria nelle scuole, nascono siti a tema come Economi[a] Scuola.

Sembra proprio che la malafinanza sia oggigiorno così capillarmente diffusa da rendere indispensabile "armare" i suoi malcapitati utenti. Nel Far West dei mercati finanziari si rinuncia a porre regole e controlli, in favore di un improbabile "difendetevi da soli".

Written by: Danilo D'Amico Categories: Educazione Finanziaria

20
Novembre
2013

MonAtac!

Biglietti ATAC falsi: è moneta?

MonAtac!

L’11 novembre 2013 su Radio 24 (nel corso del programma 24 Mattino che va in onda alle 8:30 con la conduzione di Alessandro Milan) il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, intervistato sulla vicenda, ha testualmente dichiarato:

se qualcuno, come è stato evidenziato sui giornali, ha frodato, ha rubato, addirittura ha stampato moneta falsa, perché stampare biglietti falsi è come stampare moneta falsa, io chiedo l’aiuto di tutti perché qualunque segnalazione la porterò in Procura e questi delinquenti che hanno rubato danaro pubblico devono andare in galera e devono essere buttate le chiavi …

Ed è proprio questa dichiarazione del primo cittadino della capitale che colpisce, perchè particolarmente evocativa.

Stampare biglietti di trasporto dell'Atac falsi è come stampare moneta falsa? Beh, in un certo senso si. Ha ragione Ignazio Marino.

Categories: Moneta

10
Novembre
2013

Perchè tante persone sono così credulone in ambito finanziario?

Extraordinary Popular Delusions and the Madness of Crowds

Perchè tante persone sono così credulone in ambito finanziario?

Dopo aver compreso le dinamiche dei contesti finanziari, le grandi responsabilità che questi hanno verso il pubblico, e i disastri che possono provocare, è lecito domandarsi: come è possibile che così tante persone, in diverse epoche storiche, siano così ingenue e disarmate intellettualmente da mettere pericolosamente in gioco le loro ricchezze?

Con ogni probabilità questa domanda se la pose, nel 1841, un giornalista scozzese di nome Charles Mackay, che pubblicò un interessantissimo libro dal titolo "Extraordinary Popular Delusions and the Madness of Crowds".

Sfortunatamente nessun editore lo ha mai proposto nel mercato editoriale italiano, eccezion fatta per Il Sole 24 ore che nel 2000 ha pubblicato "La pazzia delle folle, ovvero le grandi illusioni collettive", dal sottotitolo "Un classico riscoperto sulla storia delle crisi finanziarie", con traduzione di Fabio Galimberti. Detto libro è oggi introvabile e del saggio di Mackay riporta solo i capitoli inerenti l'ambito finanziario. 

Categories: Educazione Finanziaria, Come difendersi, Letteratura / Cinema / Arte

09
Novembre
2013

Leasing usurari

Come difendersi dalle società di leasing aggressive?

Leasing usurari

 

- Leasing usurari - Buongiorno. Ho sentito parlare delle possibilità che esistano contratti di leasing usurari e Vi chiedo come fare a contestare tale circostanza, senza dover necessariamente ricorrere, almeno inizialmente, all'assistenza di un professionista. Potete darmi delle indicazioni e/o fornirmi il testo di una comunicazione standard da inviare alla società di leasing?

[la risposta la trovate leggendo l'articolo]

Written by: Danilo D'Amico Categories: Come difendersi

06
Novembre
2013

Chi si fida delle banche?

La degenerazione di un sistema autoreferenziale

Chi si fida delle banche?

Su Il Sole 24 Ore di ieri troviamo un articolo sullo Scandalo Libor-Euribor e sulle sanzioni che le autorità europee antitrust si appresterebbero a comminare ad alcune importanti banche internazionali.

Si tratta di un ennesimo scandalo promamante dal sistema finanziario, sistema verso il quale le collettività contemporanee avevano fatto un voto di fiducia, rinunciando ad una seria regolamentazione.

Come potrete approfondire su Borsa Italiana - Lo scandalo Libor-Euribor, nel corso dell'estate 2012 tutto parte dalla transazione da 453 milioni di dollari tra Barclays e le autorità americane e britanniche. Il prestigioso istituto ha pagato la somma alla U.S. Commodity Futures Trading Commission, al U.S. Department of Justice e alla Financial Services Authority britannica per chiudere un procedimento su base civile basato sull'accusa di aver manipolato dal 2005 al 2009 il tasso Libor (London interbank offered rate) a suo vantaggio.

Ma come è possibile manipolare il Libor e l'Euribor?

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Macroeconomia, Notizie dalla Stampa

04
Novembre
2013

La Ricaduta ...

del debito privato sul debito pubblico.

La Ricaduta ...

Considero corretto utilizzare il 90% delle proprie energie per comprendere il problema e il solo il 10% per risolverlo. Nella comprensione risiede la soluzione, e non il contrario.

Comprendere le problematiche macroeconomiche del debito è il primo passo che l'umanità può compiere per avviarsi verso la soluzione dei problemi macroeconomici che la affliggono.

Continuare a improvvisare è ridicolo, anche se a volte può sembrare che ci alleggerisca il cuore e ci prospetti un futuro migliore.

Vi è stata, negli ultimi decenni, una relazione tra debito privato e debito pubblico? Provate a leggere l'articolo di Vito Lops del 02/07/2013 su Il Sole 24Ore.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Macroeconomia

28
Ottobre
2013

La défaillance delle piccole banche italiane

Il viagra delle banche lo pagano i contribuenti?

La défaillance delle piccole banche italiane

Che tipo libertà è quella che si rifiuta di imporre ai creditori, in particolare a quelli istituzionali che usano il risparmio pubblico, regole tanto semplici quanto rigorose, così da impedire loro di prestare soldi e creare debiti in assenza di criteri socialmente condivisibili?

Perché la raccolta di pubblico risparmio è sottoposta ad autorizzazione e vigilanza e non lo è ancor di più l'utilizzo di quello stesso risparmio pubblico raccolto?

Alla fine, chi paga?

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito

27
Ottobre
2013

L'importante questione del debito privato

come i privati possono sconvolgere i bilanci pubblici

L'importante questione del debito privato

Forse la guerra delle idee tra capitalismo e comunismo è oggi terminata, ma l'economia di mercato si presenta in numerose varianti, e il confronto tra esse è più acceso che mai.

Alcuni sostengono che un sistema economico di mercato puó tollerare un elevato livello di disuguaglianza sociale perché questa sarebbe in grado di motivare la gente. Secondo tale ipotesi, premiando le persone in proporzione al contributo che esse danno alla società si creerebbe una società più efficiente e, forse, più desiderabile.

Se a questo assunto si aggiunge il collaterale assioma della naturale tendenza dell'economia di mercato a raggiungere l'equilibrio, ecco che prende forma un credo tanto ingenuo quanto utile al portafogli delle élite economiche e finanziarie.

Vi sono gruppi di persone, infatti, che hanno tutto da guadagnare dalle politiche di laissez faire che sono la ovvia conseguenza delle credenze sopra illustrate.

In effetti, il filone dominante della teoria economica si presenta come una ostinata speculazione di pensiero, ispirata dalla fascinazione indotta dalla Favola delle Api di Bernard de Mandeville e dal mito della Mano Invisibile attribuito ad Adam Smith, e poi approdata al cosiddetto modello walrasiano (Léon Walras, 1874), che descrive l'economia come un equilibrio, simile a quello newtoniano nella fisica.

Se in certi momenti il modello dà l'impressione di rappresentare la realtà, in molti altri si dimostra affetto da risibili contraddizioni.

La sua assurdità emerge con chiarezza ogni qual volta nei sistemi economici, e in particolare in quelli più orientati alle deregolamentazioni tipiche del vecchio capitalismo, si assiste alla formazione delle cosiddette "bolle" di mercato.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Macroeconomia

16
Ottobre
2013

Lo strano caso del Nobel per l'Economia 2013

Lo strano caso del Nobel per l'Economia 2013

Un involontario attestato del grado d’insoddisfazione verso la teoria economica e della confusione che regna anche tra gli addetti ai lavori è rinvenibile nell'assegnazione del premio Nobel per l'economia del 2013.

Per un approfondimento vedi Focus.it - Nobel per l'Economia 2013: chi ha vinto e perchè.

Il premio è stato attribuito congiuntamente a

- Eugene Fama, annoverato tra i più intransigentienti sostenitori della libertà dei mercati finanziari e della loro completa deregolamentazione, nell'ottica della teoria neoclassica dei mercati perfetti;

- Robert Shiller e Lars Peter Hansen, i cui studi dimosterebbero, invece, che i mercati, in particolare quelli finanziari, risultano dominati da fattori psicologici imponderabili, in grado di generare ondate di euforia e di panico.

Viene da chiedersi quale sia il senso e la misura di un premio a studiosi che pervengono a conclusioni e, di conseguenza, a suggerimenti operativi presocchè opposti, se non lo smarrimento di coloro che, chiamati ad attribuire il riconoscimento in una disciplina così confusa e contraddittoria, non sanno bene che fare.

In presenza di una teoria economica che non fornisce risposte restano sul campo numerose domande.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia

18
Giugno
2013

Un economista italiano: Federico Caffè

Critica alla sovrastruttura finanziario-borsistica

Un economista italiano: Federico Caffè

Credo sia stato il 1982 quando, allora studente dell'Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Economia e Commercio, mi recai a colloquio con il mio professore di Politica Economica, Federico Caffè.

Volevo comprendere bene le conseguenze economiche internazionali della decisione degli USA (formalizzata il 15/08/1971 dall'allora presidente Richard Nixon a Camp David) di rompere gli accordi di Bretton Woods e quindi sospendere la conversione del dollaro in oro. La vicenda sembra stranamente attuale, se si pensa che alcuni stati europei si fanno tanti scrupoli nel forzare alcuni loro accordi sovranazionali e, ad esempio, dichiarare un provvedimento di ristrutturazione del proprio debito pubblico.

Ne parlammo insieme per più di un'ora e da allora ricordo con affetto quella cordiale, ma attenta, conversazione con il prof. Caffè.

Ad ogni modo la lucidità delle intuizioni di Federico Caffè mi sorprende ancora oggi.

"Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica, con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati, favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di risparmiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi" - Federico Caffè, Un'economia in ritardo, Ed. P. Boringhieri, 1976.

Alla lunga, le vicende di fine '900 e la Grande Recessione di inizio millennio hanno confermato in pieno la visione pessimistica del prof. Caffè.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia

06
Giugno
2013

Bipedi infangati

Vivere all'ombra della catasfrofe

Bipedi infangati

"Raccontano i naturalisti che l'ermellino ha una pelle bianchissima, e che quando i cacciatori lo vogliono pigliare, usano di cacciarlo verso certi luoghi da loro appositamente infangati; dove il mondo animale arrivando si ferma e si lascia pigliare piuttostoché insozzare la sua bianchezza, la quale da lui è pregiata più che la libertà stessa e la vita." Miguel de Cervantes - El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha - 1605

Dove sono finiti gli ermellini oggi? Se il mondo animale  si ferma, piuttosto che infangarsi, il mondo umano è disposto a insozzarsi fino a morirne. Così i sistemi finanziari e economici viaggiano verso l'autodistruzione.

L'articolo di ieri di Morya Longo su Il Sole 24Ore (clicca qui) ci ricorda il lento, ma inesorabile destino che la scellerata politica di deregolamentazione del debito ha disegnato.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Educazione Finanziaria, Macroeconomia, Notizie dalla Stampa, Riflessioni

30
Maggio
2013

Letteratura vs Economia

Politica Economica: Economia in ribasso, Letteratura in ascesa ?

Letteratura vs Economia

Non deve stupire che il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e quello della Banca centrale europea, Mario Draghi, abbiano citato Johann Wolfgang von Goethe (per un approfondimento leggi l'articolo Goethe, economista a sorpresa di Alessandro Merli su Il Sole 24Ore del 09/12/2012).

A quanto pare la cosiddetta "scienza economica" ha quotazioni così in ribasso di questi tempi che nelle alte sfere finanziarie si mostra la propria autorevolezza ricorrendo alle opere dei maestri della letteratura (il Faust nel caso di specie).

Del resto, chi tra i cosiddetti economisti se la sente, oggi, di citare dei colleghi, come ad esempio Kenneth Rogoff, divenuto l'emblema dei bluff dell'econometria?

Forse non tutti sanno che un giovane studente universitario di 28 anni, Thoman Herndon (vedi approfondimento) ha recentemente dimostrato che la pubblicazione "scentifica" dal titolo Growth in a Time of Debt di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff (quest'ultimo ex capo economista dell'FMI) sia nulla di più di una bufala.

E così allora, le alte sfere del monfo finanziario ed economico sembrano trovare più conveniente citare Mefistofele, puittosto che i recenti sviluppi del mainstream dell'economico pensiero.

Ancora una volta, non mi resta che invitarvi a difendervi dalle "stronzate"

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia, Letteratura / Cinema / Arte

01
Maggio
2013

DEBITO: le origini

Debito e Dono: il sinallagma

DEBITO: le origini

La ricerca delle origini del concetto di Debito ci conduce a quello di Dono.

Prima di avventurarci nell’analisi è necessario però sgombrare il campo da un equivoco di significato, perché spesso noi uomini restiamo impigliati nella rete dei simboli da noi stessi creata. Il dono, come spesso percepito in un'accezione contemporanea, è il prodotto di una secolare idealizzazione religiosa, per la quale si parla di dono solo quando questo è gratuito, unilaterale e privo di aspettativa di ricambio. In realtà, come innumerevole e pacifica letteratura antropologica ha dimostrato, nulla è meno gratuito del dono. Attenzione, dunque, a non confondere il dono con la carità o suoi sinonimi.

Quello che manca nel dono è la garanzia della restituzione (cioè la certezza del controdono), tanto da indurre Remo Guidieri a parlare di “prestito”. Assenza di garanzia in quanto nel controdono vi è una  elevata dose di libertà. Nel dono, infatti, è implicito l'obbligo di restituzione, ma i modi e i tempi di questa non sono rigidi e prefissati, esplicandosi in un obbligo morale non sanzionabile per legge.

Ricordiamo tale caratteristica con le parole di Marcel Mauss nel suo celebre Saggio sul dono, ed. Einaudi: “ … intendiamo considerare qui solo uno dei tratti, profondo ma isolato: il carattere volontario, per così dire, apparentemente libero e gratuito, e tuttavia obbligato e interessato, di queste prestazioni. Esse hanno rivestito quasi sempre la forma del dono, del regalo offerto generosamente, anche quando nel gesto che accompagna la transazione, non c’è che finzione, formalismo e menzogna sociale e, al fondo, obbligo e interesse economico.”

Le origini del dono sono dunque antichissime, tanto da indurre alcuni antropologi a pensare che sia proprio il dono l'elemento attraverso il quale gli uomini creano la loro società. Il dono è un promotore di relazioni tra individui e si afferma come strumento della volontà degli uomini per creare rapporti sociali. Personalmente credo che il sinallagma tra dono e debito sia uno dei presupposti principali per l’innesco dei legami tra individui.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Antropologia, Macroeconomia

25
Aprile
2013

Educazione Finanziaria?

... o Elaborazione Critica?

Educazione Finanziaria?

Avrebbe mai pensato il burattino di collodiana memoria, trasformatosi in un bambino vero, poi cresciuto e diventato adulto, di affidare l'Educazione Finanziaria dei propri figli al Gatto e alla Volpe?

L'interrogativo non deve sembrare così improbabile. Consideriamo la crisi finanziaria del settembre 2008 e le (disparate e sfaccettate) responsabilità del settore bancario e finanziario internazionale emerse negli anni immediatamente successivi.

[clicca sui termini evidenziati per accedere al contenuto]

Come, le abbiamo già dimenticate? Un paio di link per ricordare, allora: La crisi finanziaria e la retorica della "responsabilità sociale" - Cause e conseguenze degli errori delle banche e delle illusioni degli Stati.

Bene. Sono ormai passati alcuni anni da quell'autonno del 2008 e da più parti si evidenzia oggi come l’inappropriata gestione individuale del debito possa portare gravi conseguenze non solo per i singoli cittadini, ma anche per l’economia pubblica. Urge, dunque, l'Educazione Finanziaria dei cittadini: un percorso che inizi quando sono bambini, li accompagni nei periodi della loro formazione, si ricentri e consolidi nell'età adulta.

"La recente crisi finanziaria ha drammaticamente mostrato che i consumatori necessitano di maggiori conoscenze in materia di prodotti bancari, finanziari, assicurativi, previdenziali; la complessità dei mercati finanziari, delle scelte che i cittadini devono fronteggiare e del rischio ad esse connesso è aumentata rapidamente, molto più rapidamente di quanto siano aumentate le conoscenze e competenze dei cittadini stessi. Tali competenze sono oggi sempre più indispensabili, al fine di compiere scelte consapevoli, con un'appropriata conoscenza dei rischi insiti in ogni decisone. ... omissis ... Molti paesi stanno sviluppando strategie nazionali e programmi per incrementare il livello di conoscenza in materia dei propri cittadini e tutte le principali istituzioni sovranazionali si stanno occupando del tema, indicando linee guida e modelli di sviluppo. La Commissione Europea ha rivisto recentemente le sue iniziative di intervento in questo ambito e ha realizzato il documento Review of the initiatives of the European Commission in the area of financial education. La politica dell’Unione Europea nell’area dell’educazione finanziaria è stata stabilita con la Communication on Financial Education del dicembre 2007. Sia il Consiglio dell’UE che il Parlamento hanno prestato attenzione all’educazione finanziaria spingendo gli Stati Membri ad aumentare gli sforzi nell’implementare quanto presente nella Comunicazione del 2007. ... omissis ... Nonostante questo forte impulso, i progressi a partire dal 2007 ad oggi non sono stati così evidenti e molti Stati Membri non hanno ancora risposto in modo adeguato alla necessità dei consumatori di raggiungere un livello di educazione finanziaria sufficiente per comprendere i servizi e i prodotti finanziari e per fare scelte informate." - Tratto da "Le esperienze di educazione finanziaria" a cura di Stefania Farsagli e Francesca Traclò - Indagine Fondazione Rosselli e Consorzio PattiChiari, anno 2011.

Dunque, occorre avviare l'Educazione Finanziaria in Italia.

Domanda: a chi lo facciamo fare?

Risposta: ma alle banche, naturalmente!

Written by: Danilo D'Amico Categories: Educazione Finanziaria, Macroeconomia

11
Aprile
2013

La morale tra debito e concetto di colpa

un articolo di Guido Rossi su IlSole24Ore del 07/04/2013

La morale tra debito e concetto di colpa

   Si segnala l'articolo La morale tra debito e concetto di colpa di Guido Rossi su IlSole24Ore del 07/04/2013. Buona lettura.

Categories: Notizie dalla Stampa

10
Aprile
2013

Debito & Parole

Comprendere l'evoluzione delle parole per comprendere le crisi economiche

Debito & Parole

Nel pieno dei ruggenti anni '20 del secolo scorso comparve nei dizionari di inglese americano la locuzione down payment (traducibile in italiano come acconto), definito come “an initial amount paid at the time of purchase, in installment buying, time sales, etc.” (un importo iniziale pagato al momento dell'acquisto, in caso di vendita rateale).

Fu questo un chiaro segno lasciato nel mondo delle parole dall'avvento del cosiddetto consumo di massa. Se nei dizionari si sedimentano i cambiamenti dei costumi dei popoli, il fatto rilevante è che per la diffusione tra le persone di beni materiali e servizi nulla hanno potuto le politiche di distribuzione della ricchezza.

Più predicate che praticate, nel mondo occidentale le politiche distributive sono riuscite a imporsi unicamente come strumento di propaganda elettorale.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia

31
Marzo
2013

Peccati e Virtú del debito

Il commento di Gianni Toniolo (IlSole24Ore) al saggio di D.Graeber

Questo è un invito alla lettura dell'interessante saggio di David Graeber dal titolo "Debito. I primi 5.000 anni", Il Saggiatore, Milano, pagg. 522, € 23, 00.

Dedicato al libro l'articolo di G. Toniolo "Virtù del debito".

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Antropologia, Macroeconomia

19
Marzo
2013

Libertà crede ancora nel Libero Mercato?

Intervento del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, all'Accademia dei Lincei, titolo "Economia e finanza dopo la crisi", Roma 08/03/2013

Libertà crede ancora nel Libero Mercato?

Dai tempi della Favola delle Api di Bernard de Mandeville e dalla Mano Invisibile di Adam Smith, con alterne vicende di pensiero e di credo, resiste il mito del Libero Mercato. In tale locuzione è contenuta la visione del raggiungimento spontaneo di un ordine desiderabile in quelle economie che adottino le politiche liberiste. Quest'ordine consisterebbe in una allocazione delle risorse della società più efficiente di quanto potrebbe mai ottenere ogni eventuale pianificazione. Cio avverrebbe sia nel sistema economico generale, sia nei sotto sistemi che lo compongono (ad esempio i tradizionali mercati: finanziario, del lavoro, dei beni di consumo, ecc.). Per potersi nuovamente imporre, tale visione ha dovuto attendere che il mondo dimenticasse le tragedie economiche degli anni '30 del secolo scorso. E così dagli anni '70 ecco il neoliberismo, proposto dalla Scuola di Chicago, che per decenni ha affascinato intere generazioni. Ma oggi, dopo la crisi economica del 2008, cosa succede? La Libertà crede ancora nel Mercato? Fose no, o comunque non più come prima. Lo possiamo chiaramente evincere dall'intervento del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, all'Accademia dei Lincei, dal titolo "Economia e finanza dopo la crisi", a Roma in data 08/03/2013.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Macroeconomia

14
Marzo
2013

I contratti di leasing "taroccati"

Usura nei contratti di leasing

I contratti di leasing

L'incentivo alla spesa, sempre e comunque, è una sorta di virus nei confronti del quale il sistema economico e sociale del cosiddetto mondo occidentale non si è ancora immunizzato.

Si assiste così al proliferare di comportamenti che spesso portano i protagonisti a sconfinare dalla soglia del debito per loro sostenibile, trasformandoli in "debitori oltre soglia".

E c'è chi ne approfitta. Non solo singoli profittatori, ma organizzazioni di beni e uomini (aziende) che non si fanno scrupolo di lucrare su tali situazioni di debolezza relativa.

Segnaliamo qui la notizia dei "Leasing taroccati", cui potrete accedere cliccando su Leasing taroccati Per un caso pratico di analisi clicca su Caso pratico

Written by: Danilo D'Amico Categories: Come difendersi

12
Marzo
2013

Obsolescenza pianificata: incentivo alla spesa?

Usa e getta: l'arma letale del consumismo

Segnaliamo un contributo di Caterina Soffici che inizia così:

"Lo schermo del mio iPad si è rotto e al megastore della Apple di Covent Garden mi hanno risposto che la riparazione non è nella loro politica aziendale. Però mi avrebbero dato un nuovo iPad a metà prezzo."

Vai all'articolo di Caterina Soffici

 

Categories: Notizie dalla Stampa

09
Marzo
2013

Antropologia del Debito

È nata prima la Moneta o il Debito?

La ricostruzione convenzionale che l’economia fa delle origini della moneta vede questa come un fenomeno ereditato dal baratto.  È pur vero che gli economisti individuano le tre funzioni tipiche della moneta: mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore. Ma la loro tendenza è di dare importanza alla prima funzione.

In effetti, quando un insegnante di economia deve spiegare cos’è la moneta, difficilmente sfugge alla tentazione di dire: “Provate a immaginare come sarebbe la vita senza denaro. L’alternativa a un’economia monetaria è il baratto, dove le persone si scambiano beni e servizi direttamente contro altri beni e servizi.” Inevitabilmente poi si dilungherà a evidenziare quanto è scomodo e dispendioso il baratto rispetto alla praticità dello scambio monetario.

L’effetto sugli allievi è suggestivo.

Da quando un professore di filosofia morale all’Università di Glasgow, Adam Smith, sdoganò la cosiddetta disciplina economica, la funzione della moneta è stata mitizzata ricorrendo a equazioni matematiche per dimostrare non solo che tra tutte le merci una assurge naturalmente al ruolo di moneta, ma anche che si determinerebbe per automatismo un sistema uniforme di prezzi.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Debito, Antropologia, Macroeconomia

15
Febbraio
2013

Titani & Gnomi

too big to fail, too small to survive

Titani & Gnomi

... in tempi obesi come questi, in mezzo a tanta pinguedine, la virtù è costretta a implorar perdono al vizio e a chiedergli in ginocchio, il permesso di procurargli bene.
(W. Shakespeare, Amleto, atto III, scena II)

Tutti temono la crisi economica. In più occasioni evocano questa misteriosa entità che prende forma minacciosa nelle parole di alcuni e lascia in molti l'ansia di poterla incontrare improvvisamente dietro l'angolo. Tutti sanno che le sue radici profonde originano nelle epoche di “vacche grasse”, dove il buon senso e la recta ratio sono maggiormente messi alla prova dalle circostanze, che fanno di ogni evento una tentazione. Ma cosa c'è all'orizzonte, quali figure si confrontano sulla scena, possiamo riconoscerle dalla loro ombra?

Written by: Danilo D'Amico Categories: Letteratura / Cinema / Arte

14
Febbraio
2013

Fenomeni ritardatari

Chi prevede che cosa?

Fenomeni ritardatari

La mattina dell' 11 febbraio 2013 al radiogiornale delle 8:00 su Radio24 lo speaker, dopo aver riferito che i metereologi avevano previsto nevicate in Liguria già dalle prime ore della notte, comunicava che in realtà aveva da poco preso a nevicare. Aggiungeva che, interpellato in merito, l'ufficio delle previsioni meteo aveva comunicato che, in effetti, la perturbazione era in ritardo.

Sentita alla radio, magari alla guida della propria auto, l'informazione non presenta significative anomalie, tanto da essere tranquillamente assimilata dall'apparato digerente dell'intelletto dell'ascoltatore.
Ma per chi ha letto Harry G. Frankfurt nel suo incisivo saggio filosofico (1) potrebbe trattarsi di un esempio di "stronzata", nell'accezione usata dall'autore. Dunque non una menzogna, bensì una "stronzata".

(1) Stronzate. Un saggio filosofico (titolo inglese originale: "On Bullshit") è il titolo di un saggio del filosofo Harry Frankfurt, pubblicato originariamente nel 1986 e ripubblicato sotto forma di pamphlet nel 2005. In Italia, il lavoro è stato pubblicato nel 2005 dall'editore Rizzoli

Written by: Danilo D'Amico Categories: Riflessioni

01
Febbraio
2013

Norme sul sovraindebitamento

Norme sul sovraindebitamento

Prima della Legge 3/2012 i non imprenditori e i piccoli imprenditori erano esclusi da ogni possibilità di soluzione globale delle proprie posizioni debitorie, senza possibilità di confronto con il proprio ceto creditorio e in condizioni di discriminazione rispetto ai soggetti tutelati dalla normativa fallimentare e sulle grandi imprese in crisi. Le norme introdotte dalla Legge 3/2012 sembrano completare l’ordinamento concorsuale italiano, in quanto consentono, anche al privato cittadino o al piccolissimo imprenditore, da un lato di bloccare le azioni giudiziarie avviate autonomamente dai singoli creditori, e dall'altro di proporre un piano di rientro al ceto creditorio, supportato dal vaglio dell’amministrazione giudiziaria. Si rende dunque possibile, previo consenso di una percentuale del 70% dei creditori interessati e con l’omologa da parte del tribunale del luogo di residenza  del debitore, accedere ad un accordo di ristrutturazione del debito simile a quello previsto dall’art.182 della Legge Fallimentare.

Written by: Danilo D'Amico Categories: Normativa

02
Gennaio
2013

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