Segui il nostro Progetto di Educazione Finanziaria - L'economia e la finanza non sono materie semplici da capire e da apprendere, ed inoltre sono erroneamente percepite come competenze scientifiche. L'aspetto distintivo delle scienze sociali, quali sono appunto l'economia e la finanza, è che l'oggetto su cui si esercitano è costituito da teorie e principi che sono al tempo stesso profondamente impregnati dai comportamenti umani. Vale a dire che tra i principi e le azioni umane si genera un continuo flusso di azioni e reazioni tali per cui i comportamenti modificano i principi economici, e questi ultimi a loro volta influenzando le azioni umane. Non a caso il linguaggio anglosassone quando parla di economia usa due termini complementari: economics quando vuole indicare la scienza economica ed economy quando fa riferimento ai fatti economici. Il nostro progetto di educazione finanziaria ha l'obiettivo di dotare i suoi utenti di categorie interpretative dei principali fatti economici e finanziari, così che in futuro possano essere attrezzati a compiere scelte motivate, a sbagliare di meno, a comportarsi con raziocinio, relativamente a questioni di lavoro, imprese, prezzi, redditi, consumi, risparmi, investimenti e di tante altre similari. La familiarità con principi indissolubilmente collegati ai fatti della vita quotidiana dovrebbe rendere le persone più accorte e sobrie nel compiere le proprie scelte.

Educazione Finanziaria (di che si tratta?)

Creato: Venerdì, 23 Febbraio 2018 Pubblicato: Venerdì, 20 Aprile 2018 Scritto da Danilo D'Amico Stampa Email
Educazione Finanziaria (di che si tratta?)

Un valido progetto di Educazione Finanziaria prevede di dedicare all'economia e alla finanza un determinato monte ore di studio e analisi. Esso individua, quindi, alcuni caratteri e macro-concetti che caratterizzano queste discipline, così da dare un senso alla loro presenza a fianco del normale bagaglio conoscenze individuali. Lo scopo è quello di offrire alle persone un surplus di competenze e di motivazioni in questi importanti campi della conoscenza, così che economia e finanza potranno essere meglio comprese, lasciando una traccia di competenze utili per l'attuazione di scelte consapevoli.

Italia: aspetti normativi ed istituzionali - L'art. 24-bis del D.L. 237/2016 (conv. L. 15/2017), con rubrica "Disposizioni generali concernenti l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale", prescrive che MEF e MIUR - entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, e cioè entro il 17/08/2017 - adottino il programma per una "Strategia nazionale per l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale". Il 03/08/2017 è stato costituito il "Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria", (11 membri), per programmare e promuovere iniziative di sensibilizzazione ed educazione finanziaria, così da accrescere le competenze dei cittadini italiani in materia di risparmio, investimenti, previdenza, assicurazione. Prima dell'emanazione della predetta norma il MIUR ha siglato protocolli con diversi enti e gli uffici scolastici regionali hanno avviato numerose iniziative. ART. 24-bis - 1. Le disposizioni del presente articolo prevedono misure ed interventi intesi a sviluppare l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Tali disposizioni assicurano l'efficacia, l'efficienza e la sistematicità delle azioni dei soggetti pubblici e privati in tema di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale e riconoscono l'importanza dell'educazione finanziaria quale strumento per la tutela del consumatore e per un utilizzo più consapevole degli strumenti e dei servizi finanziari offerti dal mercato. 2. In conformità con la definizione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), per educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, ai fini del presente articolo, si intende il processo attraverso il quale le persone migliorano la loro comprensione degli strumenti e dei prodotti finanziari e sviluppano le competenze necessarie ad acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi e delle opportunità finanziarie.

La necessità dell'Educazione Finanziaria - Secondo la pubblicazione del 2013 del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE) la necessità dell'educazione finanziaria "scaturisce dalla constatazione della difficile posizione dei clienti dei servizi finanziari al dettaglio, i quali si trovano di fronte a un mercato in cui abbondano strumenti finanziari complessi e a un settore finanziario che si è comportato in certa misura in modo irresponsabile, non informando i cittadini dei rischi insiti in tali prodotti". Lo stesso CESE avverte però che: "La sola educazione finanziaria non è tuttavia sufficiente se non è accompagnata da una legislazione adeguata che tuteli il consumatore da frodi e pratiche ingannevoli."

Adeguatezza delle iniziative di Educazione Finanziaria - Il CESE "evidenzia l'impatto limitato degli attuali programmi di educazione finanziaria e sottolinea l'importanza di valutarne l'idoneità".

Educazione Finanziaria e Cittadinanza Economica - Il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica, nel suo intervento del 30/03/2017, ha evidenziato: "Educazione finanziaria è un concetto ormai noto e compreso, ma preferisco declinarlo nel senso più ampio di educazione alla cittadinanza economica, focalizzando l'attenzione sul destinatario effettivo delle informazioni e insistendo sul valore 'civico' di un'attenzione al tempo lungo che significa responsabilizzazione nelle scelte, ma anche capacità di discernimento e autonomia di giudizio".

I rischi delle iniziative di Educazione Finanziaria - L'Educazione Finanziaria corre il rischio di ineludibile banalizzazione insito in tutte quelle iniziative che si prefiggano scopi educativi di ampio raggio e portata. Interventi che mirino alla mera conoscenza di prodotti e strumenti finanziari lasciano intravedere tutta la loro inadeguatezza, laddove si pensi, da un lato alle inevitabili asimmetrie informative e, dall'altro, alla mutevolezza dei mercati finanziari. Il presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica avverte: "Occorre essere consapevoli, tuttavia, che l'attenzione al "prodotto" finanziario e alla conoscenza dello stesso, rischia di mettere in ombra un approccio globale e complessivo che chiama in causa i motivi più profondi e fondanti della cittadinanza economica".

Cosa possiamo intendere per Educazione? - La lista di competenze dell'Università di Harvard indica che una persona è istruita (educated) se " possiede l'abilità di definire problemi senza una guida; " pone domande complesse che mettono in discussione le ipotesi prevalenti; " assimila velocemente le informazioni necessarie da grandi masse di dati irrilevanti; " concettualizza e riorganizza informazioni in nuove forme; " ragiona in modo induttivo, deduttivo e dialettico; " affronta i problemi euristicamente.

I principali ostacoli all'efficacia dell'EduFin - 1) La disparità di risorse, utilizzate per raggiungere i consumatori, tra l'industria e gli educatori. La vendita di un prodotto richiede semplicemente che il consumatore sia convinto di acquistarlo e non che ne comprenda le sue caratteristiche. Al contrario l'educazione finanziaria deve, invece, fare i conti con i meccanismi cognitivi attivati dal cliente nel processo di acquisto e deve educarlo a seguire la strategia di scelta migliore, evitando i pregiudizi cognitivi. I costi per difendere i consumatori da ogni possibile strategia di marketing che approfitta della scarsa conoscenza finanziaria, sarebbero esorbitanti. 2) L'asimmetria informativa tra venditori e consumatori, derivante dalla complessità dei prodotti finanziari e dalla velocità con cui questi cambiano. L'asimmetria informativa tra il venditore e il consumatore è un problema inerente al mercato finanziario, poiché i venditori hanno accesso a molte più informazioni e risorse rispetto ai clienti. Perciò se da una parte i nuovi prodotti danno nuove opportunità agli investitori, dall'altra rendono meno efficienti le diverse iniziative di educazione finanziaria, poiché il tempo necessario per realizzarle è troppo elevato, con il rischio che nel momento in vengono rese operative il mercato sia già cambiato e quindi le informazioni fornite siano già obsolete. Questa problema del "tenere il passo" con il mercato si riscontra anche per i regolatori, i quali hanno sempre forti difficoltà a regolare tempestivamente, con accurate leggi di trasparenza informativa, i nuovi prodotti. 3) Limiti di comprensione e basse capacità di calcolo, che caratterizzano la maggior parte dei risparmiatori e degli investitori. Le conoscenze e le competenze necessarie, nel mercato attuale, per prendere decisioni ottimali e indipendenti da qualsiasi tipo di pregiudizio cognitivo sono troppo elevate per essere realmente possedute da un unico individuo, e neanche la migliore iniziativa di educazione finanziaria potrà essere in grado di offrire queste conoscenze e superare questi limiti cognitivi. Inoltre, si è osservato che gli individui hanno basse capacità di calcolo, ovvero riescono a fare le loro valutazioni con maggiore facilità solo in caso di numeri interi, mentre più complicata è la gestione di frazioni e percentuali, nonché di numeri elevati. Un'altra diffusa difficoltà individuale è quella di elaborare previsioni di basi probabilistiche. 4) I pregiudizi, ostacoli difficile da eliminare, che si inseriscono nel processo decisionale e che danneggiano il comportamento dell'individuo. Psicologi e studiosi di finanza comportamentale hanno individuato una moltitudine di "Biases" che possono interferire nel processo decisionale.

Alcuni ostacoli visti da vicino - Overload informativo. La grande varietà di opzioni e le numerose informazioni per ognuna di esse determinano sovraccarico informativo; questo, invece di rendere i consumatori più consapevoli, genera un effetto contrario, spingendo l'investitore a concentrarsi solo su alcune alternative, spesso non le più adeguate. Pensieri sconfortanti. Alcune decisioni finanziarie richiedono all'individuo di riflettere su alcuni pensieri negativi, come la possibilità di ammalarsi (per decidere sull'assicurazione sanitaria) o di stimare la sua presunta morte (per decidere sul piano pensionistico), ecc. Questi pensieri negativi generano sentimenti di paura, ansia, stress, che possono portare a compiere scelte non sulla base di attente valutazioni, ma sulla scorta di pregiudizi cognitivi che possono portale a soluzioni sub ottimali. Incertezza e Futuro. L'incertezza e il futuro sono due fattori che alterano il processo decisionale dell'individuo. Si è osservato che informazioni più incerte o con manifestazione più lontana nel tempo hanno un peso minore nel processo decisionale, in quanto vengono riportate alla mente del soggetto con maggior difficoltà. Gli individui tendono quindi a dare maggior peso a certezza e immediatezza, il che può generare l'incapacità nel pianificare il proprio futuro. Responsabilità finanziaria. In alcune decisioni gli individui non considerano solo il loro benessere futuro, ma anche quello della loro famiglia e di questo si sentono responsabili e ne tengono debito conto. Inoltre, spesso nel compiere le loro scelte, sentono il peso del giudizio sociale rispetto ai loro comportamenti. Le evidenze hanno dimostrato che se la posta in gioco è elevata e gli interessi da tutelare non sono solo quelli individuali, gli investitori si stressano per cercare la valutazione più razionale possibile, ma spesso la loro motivazione li porta, al contrario, a compiere scelte peggiori, perché restano sopraffatti dal potere esercitato da alcuni effetti euristici. In questi casi, la paura di prendere decisioni sbagliate può compromettere notevolmente il processo decisionale.

Caratteri dell'Economia e della Finanza - L'economia e la finanza non sono materie semplici da capire e da apprendere, ed inoltre sono erroneamente percepite come competenze scientifiche. L'aspetto distintivo delle scienze sociali (quali sono appunto l'economia e la finanza) è che l'oggetto su cui si esercitano è costituito da teorie e principi che sono al tempo stesso profondamente impregnati dai comportamenti umani. Vale a dire che tra i principi e le azioni umane si genera un continuo flusso di azioni e reazioni tali per cui i comportamenti modificano i principi economici, e questi ultimi a loro volta influenzando le azioni umane. Non a caso il linguaggio anglosassone quando parla di economia usa due termini complementari: economics quando vuole indicare la scienza economica ed economy quando fa riferimento ai fatti economici.

L'Educazione Finanziaria a scuola - La finalità di fondo dell'educazione finanziaria in ambito scolastico dovrebbe essere quella di dotare gli alunni di categorie interpretative dei principali fatti economici e finanziari, così che in futuro possano essere attrezzati a compiere scelte motivate, a sbagliare di meno, a comportarsi con raziocinio, relativamente a questioni di lavoro, imprese, prezzi, redditi, consumi, risparmi, investimenti e di tante altre similari. A meno di pensare di riservare all'impiegato della banca la scelta su come impiegare i propri risparmi, di incaricare parenti e amici di ricercare il lavoro per sé, di far decidere all'amministratore del condominio su come ristrutturare la propria casa, ecc. La familiarità con principi indissolubilmente collegati ai fatti della vita quotidiana, così com'è oggi conosciuta, dovrebbe rendere i giovani più sobri ed accorti nel compiere le proprie scelte.

Macro-obiettivi dell'Educazione Finanziaria - La strutturazione di un progetto di Educazione Finanziaria dovrebbe articolarsi su un duplice livello. A - Fornire conoscenze, strumenti e abilità utili per il superamento della c.d. asimmetria informativa, cruccio di sempre per chi intende rendere razionale il funzionamento dei mercati, puntando a creare una parità di notizie-concetti-nozioni tra i diversi operatori. B - Fornire conoscenze, strumenti e abilità utili per l'elaborazione di un approccio razionale all'uso del denaro e degli strumenti finanziari, che consentano all'individuo di allocare al meglio le proprie risorse economiche e finanziarie.

Una visione doppia - È conveniente che l'individuo abbia, contemporaneamente: a) una visione sistemica nella quale le proprie conoscenze in ambito economico e finanziario siano rapportate alle proprie capacità critiche di comprendere il sistema economico-finanziario; b) una visione dei processi mentali (propri e altrui) e delle dinamiche relazionali che si attivano per il compimento di transazioni economico-finanziarie. In questo modo è forse più facile giungere alla piena consapevolezza delle operazioni che stanno compiendo (aspetto micro) e di come queste si inseriscano in ambito sistemico (aspetto macro).

Educazione Finanziaria e Cittadinanza Economica - "L'attuale scenario di riferimento ha posto, infatti, al centro dell'attenzione il rapporto tra finanza e cittadini e, di conseguenza, la relazione tra conoscenza economica, responsabilità individuale ed autonomia delle scelte. L'Educazione Finanziaria, pertanto, da materia per addetti ai lavori è diventata una competenza di base, racchiusa nel più ampio concetto di Cittadinanza Economica e cultura del risparmio, al pari dall'educazione alimentare e dell'educazione civica. In questo caso, si può certamente sostenere che l'educazione finanziaria costituisce una parte della cultura di cittadinanza economica, particolarmente attenta alla legalità, ad una corretta percezione del valore del denaro e alla responsabilità sociale ovvero a quell'insieme di conoscenze, capacità e competenze che permettono al cittadino di divenire agente consapevole nell'arco della propria vita economica e sociale." (SENATO DELLA REPUBBLICA - 7° Commissione Permanente - Istruzione Pubblica e Beni Culturali - Disegno di legge 1196 - Norme per l'educazione alla Cittadinanza Economica - 15/03/2016).

Conclusioni (Moscerini sul parabrezza) - I canoni dello spettacolo e della pubblicità sono entrati prepotentemente in molte forme di comunicazione, creando quasi delle realtà parallele con le quali le persone sono costrette a confrontarsi. Il linguaggio si è modificato in slogan, in spot, in battuta, e l'atto del comunicare ha fatto della velocità e della semplificazione i suoi due pilastri irrinunciabili, con il consenso di un pubblico sempre più in cerca di un anestetico contro la complessità. Supportato, in questo, dal pulviscolo dei social, dei tweet, dei post, dove sembra svanire la distinzione tra ciò che è vero, ragionevole, misurato, e ciò che è fake, ingannevole, fasullo. Modalità divenute comuni sia a quegli ambienti che vogliono irretire l'individuo, nel suo ruolo proteiforme di lavoratore, consumatore, risparmiatore, investitore, ecc., sia a quei contesti che si prefiggono di tutelarlo nel complesso dei suoi diritti e interessi. Prosperano suggerimenti, inviti, recensioni, raccomandazioni, avvertimenti, che sortiscono l'effetto di "moscerini sul parabrezza", riducendo la visuale della strada da percorrere. Lo scopo ultimo dell'approccio educativo alla finanza o alla "cittadinanza economica", dovrebbe essere, insomma, proprio questo: togliere i moscerini dal parabrezza.

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