Segui il nostro Progetto di Educazione Finanziaria - L'economia e la finanza non sono materie semplici da capire e da apprendere, ed inoltre sono erroneamente percepite come competenze scientifiche. L'aspetto distintivo delle scienze sociali, quali sono appunto l'economia e la finanza, è che l'oggetto su cui si esercitano è costituito da teorie e principi che sono al tempo stesso profondamente impregnati dai comportamenti umani. Vale a dire che tra i principi e le azioni umane si genera un continuo flusso di azioni e reazioni tali per cui i comportamenti modificano i principi economici, e questi ultimi a loro volta influenzando le azioni umane. Non a caso il linguaggio anglosassone quando parla di economia usa due termini complementari: economics quando vuole indicare la scienza economica ed economy quando fa riferimento ai fatti economici. Il nostro progetto di educazione finanziaria ha l'obiettivo di dotare i suoi utenti di categorie interpretative dei principali fatti economici e finanziari, così che in futuro possano essere attrezzati a compiere scelte motivate, a sbagliare di meno, a comportarsi con raziocinio, relativamente a questioni di lavoro, imprese, prezzi, redditi, consumi, risparmi, investimenti e di tante altre similari. La familiarità con principi indissolubilmente collegati ai fatti della vita quotidiana dovrebbe rendere le persone più accorte e sobrie nel compiere le proprie scelte.

La curva dei rendimenti USA

Creato: Venerdì, 20 Aprile 2018 Pubblicato: Venerdì, 20 Aprile 2018 Scritto da Danilo D'Amico Stampa Email
La curva dei rendimenti USA

La comunicazione del 05/03/2018 della FED di San Francisco contiene un avvertimento sulla possibilità di una nuova recessione negli Stati Uniti. La FED analizza la differenza tra i rendimenti dei titoli di Stato a breve termine e quelli a lungo termine, che considera un predittore sorprendentemente accurato dell'attività economica futura.

Ogni recessione negli Stati Uniti negli ultimi 60 anni (dice la FED) è stata preceduta da uno spread a negativo, cioè da un'inversione dei rendimenti (titoli a breve scadenza che rendono di più di titoli a media/lunga scadenza).

La FED ricorda che questa relazione è valida non solo negli Stati Uniti ma anche in una serie di altre economie avanzate (Estrella e Mishkin 1997).

Il grafico riporta l'andamento nel tempo dello spread (differenza) tra i tassi di rendimento dei titoli di Stato USA a denennali e annuali, e le barre grigie evidenziano i periodi in cui si è avuta una recessione NBER.

Ricordiamo che negli Stati Unitiil Business Cycle Dating Committee del National Bureau of Economic Research (NBER) è generalmente considerato l'autorità per la datazione delle recessioni negli Stati Uniti. Il NBER definisce una recessione economica come: "un significativo declino dell'attività economica diffusa nell'economia, che dura più di pochi mesi, normalmente rilevabile nel PIL reale, nel reddito reale, nell'occupazione, nella produzione industriale e nelle vendite all'ingrosso al dettaglio".

La lettera economica della FED rammenta ogni recessione dal gennaio 1955 al febbraio 2018 è stata preceduta da una inversione della curva dei rendimenti, cioè da spread negativi. Si tratta solo di una semplice regola empirica, che prevede una recessione entro due anni quando lo spread diventa negativo. Questa "regoletta" ha però correttamente segnalato tutte e nove le recessioni dal 1955 e ha avuto solo un falso positivo, a metà degli anni '60, quando un'inversione è stata seguita da un rallentamento economico, ma non una recessione ufficiale. In genere si rileva che tra il momento in cui lo spread diventa negativo e l'inizio di una recessione passano dai 6 ai 24 mesi.

La FED spiega che, pur in differenti circostanze storiche, lo schema della negativizzazione della curva dello spread è sempre lo stesso: il calo dello spread è generalmente indotto da un pronunciato aumento dei tassi di interesse a breve termine; i tassi a lungo termine, d'altra parte, in genere si muovono molto più gradualmente e tendono ad aumentare leggermente, se non addirittura a diminuire.

Questo modello empirico modello suggerisce alcune possibili spiegazioni del perché gli spread negativi sono tipicamente seguiti da una recessione. Durante un'espansione economica, la banca centrale in genere adotta una politica monetaria restrittiva, aumentando gradualmente i tassi di interesse a breve termine. La caratteristica centrale del ciclo economico è che le espansioni sono in qualche modo seguite da recessioni. I tassi a lungo termine riflettono le aspettative delle condizioni economiche future e, mentre salgono con i tassi a breve termine durante la prima parte di un'espansione, tendono a smettere di farlo, una volta che le prospettive economiche degli investitori diventano sempre più pessimistiche. Una curva dei rendimenti più piatta rende anche meno proficuo per le banche assumere prestiti a breve termine e prestare prestiti a lungo termine, il che può indebolire l'offerta di prestiti e restringere le condizioni del credito. Nonostante queste spiegazioni plausibili, la complessa relazione tra i tassi di interesse e la macroeconomia rende difficile individuare l'esatto meccanismo alla base del legame tra inversioni della curva dei rendimenti e rallentamenti economici. Invece di tentare spiegazioni teoriche la FED preferisce concentrarsi sulle relazioni predittive dei dati.

 

Per questo la FED indica nel grafico precedente la percentuali di probabilità che si verifichi una recessione. La linea blu mostra tali stime di probabilità basate sullo spread dell'anno precedente. Lo spread pari a zero è considerato la soglia critica, alla quale è associata a una probabilità del 24%, indicata dalla linea nera orizzontale. Le probabilità stimate aumentano al di sopra di questa soglia nei periodi prossimi alle recessioni, come è evidente per le tre recessioni indicate nel grafico. A partire da febbraio 2018, la probabilità di recessione stimata è dell'11%, che è sì elevata, ma ancora al di sotto della soglia critica (dato che lo spread non è ancora vicino allo zero).

La FED si domanda, infine, se questa volta può essere diverso, se cioè questa volta la curva dei rendimenti non stia lanciando nessun oscuro presagio. Dopo aver analizzato le opinioni che supporterebbero la tesi che nell'attuale contesto storico l'indicatore in predicato sarebbe poco significativo, la FED conclude che l'andamento dello spread preso in considerazione è di gran lunga il più affidabile previsore di recessioni, e che il suo potere predittivo non è significativamente influenzato dall'inclusione di variabili aggiuntive.

Queste sono le conclusioni della FED di San Francisco: La previsione degli sviluppi economici futuri è un affare complicato, ma il term spread è un metodo sorprendentemente accurato per prevedere le recessioni. I periodi con una curva dei rendimenti negativa sono seguiti in modo affidabile da rallentamenti economici e quasi sempre da una recessione. Anche se l'attuale contesto si presenta con caratteristiche uniche rispetto alla recente storia economica, l'evidenza statistica suggerisce che l'importanza del term spread non è diminuita. Questi risultati inducono preoccupazione per uno scenario caratterizzato da una curva dei rendimenti tendente allo zero. Qualsiasi previsione che includa un tale scenario come risultato più probabile comporta il rischio che possa esserci un rallentamento economico.

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