Segui il nostro Progetto di Educazione Finanziaria - L'economia e la finanza non sono materie semplici da capire e da apprendere, ed inoltre sono erroneamente percepite come competenze scientifiche. L'aspetto distintivo delle scienze sociali, quali sono appunto l'economia e la finanza, è che l'oggetto su cui si esercitano è costituito da teorie e principi che sono al tempo stesso profondamente impregnati dai comportamenti umani. Vale a dire che tra i principi e le azioni umane si genera un continuo flusso di azioni e reazioni tali per cui i comportamenti modificano i principi economici, e questi ultimi a loro volta influenzando le azioni umane. Non a caso il linguaggio anglosassone quando parla di economia usa due termini complementari: economics quando vuole indicare la scienza economica ed economy quando fa riferimento ai fatti economici. Il nostro progetto di educazione finanziaria ha l'obiettivo di dotare i suoi utenti di categorie interpretative dei principali fatti economici e finanziari, così che in futuro possano essere attrezzati a compiere scelte motivate, a sbagliare di meno, a comportarsi con raziocinio, relativamente a questioni di lavoro, imprese, prezzi, redditi, consumi, risparmi, investimenti e di tante altre similari. La familiarità con principi indissolubilmente collegati ai fatti della vita quotidiana dovrebbe rendere le persone più accorte e sobrie nel compiere le proprie scelte.

Covid-19: Insicurezza

Creato: Domenica, 19 Aprile 2020 Pubblicato: Domenica, 19 Aprile 2020 Scritto da Danilo D'Amico Stampa Email
Covid-19
 Learning to fly 
Il coraggio è la virtù umana più preziosa: il coraggio di agire basandosi su conoscenze limitate e prove insufficienti. Questo è tutto ciò che abbiamo
Robert Lee Frost

La specie umana combatte da millenni rischio e incertezza, causati dalla necessità di sopravvivere in ambienti ostili. Questa lotta millenaria ha indotto le conoscenze scientifiche e i progressi della tecnologia. Sotto certi aspetti questo scontro sembra vinto, al punto che in molte occasioni è l’Uomo a minacciare la Natura. In altre occasioni, e le epidemie provocate dai Betacoronavirus sono tra queste, la Natura si prende la rivincita. Ma non è tutto.

ATTENZIONE: Questo articolo non contiene informazioni scientifiche sulla malattia Covid-19. Riporta una serie di considerazioni utili per comprendere le dinamiche socioeconomiche, particolarmente sollecitate dalla pandemia in corso. Si tratta, dunque, di un mero intervento divulgativo di carattere generale.

* * * * * * * * * *

L’Uomo ha cominciato a produrre egli stesso incertezza, creando organizzazioni complesse e mutevoli. Con la conseguenza che oggi l’Uomo è chiamato ad affrontare anche un nuovo tipo d’incertezza, quella che egli genera da sé. Quella che chiamiamo globalizzazione, la produzione in serie, i sistemi d’indebitamento, le nuove scoperte tecnologiche, la presenza di pratiche di malaffare e corruzione, hanno messo in crisi la cultura della sicurezza e il rischio non è più un fatto residuale. Il sociologo tedesco Ulrich Beck ha definito l’attuale mercato globale una forma di “irresponsabilità organizzata”.
L’insicurezza è diventata un elemento onnipresente nella vita quotidiana di individui, nazioni ed entità sovranazionali. Di ognuno di questi soggetti si percepisce oggi l’instabilità costitutiva, come ad esempio per l’Unione Europea che rischia continuamente di collassare.
Nel XXI secolo si consolida una cultura dell’insicurezza, la cui chiave di lettura consiste nel ricomprendere l’insicurezza tra gli elementi della libertà individuale.
Questo ci costringe a ripensare la nostra posizione rispetto a rischio, incertezza e futuro.
Tanto tempo fa, il rischio e l’incertezza erano meno avvertiti a livello individuale, essendo la loro gestione demandata al gruppo di appartenenza dell’individuo. Il gruppo elaborava rituali comuni che placavano l’ansia del singolo e ristabilivano, in qualche modo, la fiducia nel domani.
Con lo sviluppo della consapevolezza di sé le persone hanno via via preso maggiore coscienza dei propri diritti individuali, rivendicandoli, ma si sono trovate a doversi accollare la gestione del rischio e dell’incertezza.
Il singolo individuo si è trovato così esposto alla percezione del rischio e dell’incertezza del mondo, non riuscendo più a sentire il senso di protezione del gruppo.
A fare le spese di questo processo di individualizzazione è stato proprio il gruppo, che ha visto ridursi drasticamente la sua significatività. Un esempio di questa dinamica è la progressiva trasformazione sociale che ha portato dalla famiglia patriarcale (costituita un gruppo allargato di numerosi individui) alla famiglia nucleare (formata da un nucleo di soli due individui con prole a carico).
Nasce dunque un sentimento di instabilità individuale, percepito per effetto dell’esposizione a rischio e incertezza, che va inscritto nell’accelerazione del mutamento degli ambiti di vita (lavoro, tempo libero, relazioni sociali, relazioni affettive, quadro normativo, ecc.).
L’instabilità individuale è figlia, di due genitori:
- della maggiore consapevolezza di sé
- di un contesto ambientale e sociale che muta incessantemente.
L’instabilità individuale è stressante: sottopone gli individui ad una costante ridefinizione della propria continuità (biografica, lavorativa, economica, finanziaria, affettiva, ecc.).
L’instabilità individuale si proietta sul gruppo: le organizzazioni collettive, a tutti i livelli, soffrono di una intrinseca instabilità costitutiva, avendo come substrato l’instabilità degli individui che le compongono.
Nella narrazione vivente che ha caratterizzato la pandemia Covid-19 sia i singoli, sia i leader dei diversi gruppi umani sono sembrati estremamente disorientati. La metafora delle canne spezzate in cui soffia dentro ogni vento sembra ben rappresentare l’ondivaga messe di dichiarazioni e proclami contraddittori raccolta nei primi mesi di emergenza sanitaria.
 
Visite: 2030