Segui il nostro Progetto di Educazione Finanziaria - L'economia e la finanza non sono materie semplici da capire e da apprendere, ed inoltre sono erroneamente percepite come competenze scientifiche. L'aspetto distintivo delle scienze sociali, quali sono appunto l'economia e la finanza, è che l'oggetto su cui si esercitano è costituito da teorie e principi che sono al tempo stesso profondamente impregnati dai comportamenti umani. Vale a dire che tra i principi e le azioni umane si genera un continuo flusso di azioni e reazioni tali per cui i comportamenti modificano i principi economici, e questi ultimi a loro volta influenzando le azioni umane. Non a caso il linguaggio anglosassone quando parla di economia usa due termini complementari: economics quando vuole indicare la scienza economica ed economy quando fa riferimento ai fatti economici. Il nostro progetto di educazione finanziaria ha l'obiettivo di dotare i suoi utenti di categorie interpretative dei principali fatti economici e finanziari, così che in futuro possano essere attrezzati a compiere scelte motivate, a sbagliare di meno, a comportarsi con raziocinio, relativamente a questioni di lavoro, imprese, prezzi, redditi, consumi, risparmi, investimenti e di tante altre similari. La familiarità con principi indissolubilmente collegati ai fatti della vita quotidiana dovrebbe rendere le persone più accorte e sobrie nel compiere le proprie scelte.

Covid-19: Mercati

Creato: Domenica, 19 Aprile 2020 Pubblicato: Domenica, 19 Aprile 2020 Scritto da Danilo D'Amico Stampa Email
Covid-19
 Learning to fly 
Il mercato può rimanere irrazionale più a lungo di quanto tu possa rimanere solvibile.
John Maynard Keynes
 
Molti comportamenti delle persone preoccupate per la pandemia in atto sono mediati dai meccanismi di mercato, tipici dell’organizzazione sociale contemporanea. Si assiste così a tentativi, più o meno eclatanti, di accaparramento: di viveri, di dispositivi di protezione individuale (DPI), di disinfettanti, di accessi privilegiati presso istituti di cura, di quant’altro ritenuto utile o indispensabile. La summa dei comportamenti individuali è data dall’andamento dei mercati.  È il mercato a stabilire il prezzo di un bene o di un servizio.
ATTENZIONE: Questo articolo non contiene informazioni scientifiche sulla malattia Covid-19. Riporta una serie di considerazioni utili per comprendere le dinamiche socioeconomiche, particolarmente sollecitate dalla pandemia in corso. Si tratta, dunque, di un mero intervento divulgativo di carattere generale.

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In generale, si può affermare che un mercato possiede solo tre stati d’animo (sentiment):
- Indifferenza: la domanda e l’offerta hanno una relativa stabilità e, di conseguenza, i prezzi non subiscono grandi variazioni; la smania di vendere o di comperare di un singolo lascia indifferente il mercato e il prezzo resta stabile;
- Euforia: sollecitata da un’accresciuta speranza di guadagno, la domanda aumenta vertiginosamente; tutti vogliono comperare e il prezzo aumenta senza limite;
- Panico: sollecitata da forti timori di perdita, l’offerta aumenta vertiginosamente; tutti temono di perdere e, quindi, cercano di vendere; il prezzo crolla senza fine.
I mercati liberi possono passare da un eccesso all’altro in brevissimo tempo: dall’euforia al panico.
La pandemia ripropone un annoso interrogativo: i mercati devono essere regolati?
C’è chi dice di no, perché i mercati si regolano da soli, in base alle decisioni di milioni di persone. Ma c’è anche chi crede che l’autoregolazione dei mercati può andar bene per i beni e i servizi che servono per vivere (tutto sommato, chiunque riesce a decidere quanto è disposto a pagare per averli), ma non va bene per i beni e i servizi che servono per sopravvivere o per speculare. Infatti, in questi casi, i mercati non si caratterizzano più per essere luoghi virtuali in cui si comprano e vendono beni e servizi, ma ambienti in cui si compra e vende speranza. E i mercati della speranza vanno regolamentati, per non prestarsi a truffe e raggiri.
Nei mercati di beni e servizi sanitari si compra e si vende, sostanzialmente, la speranza di guarire o di star meglio.
È per questo che i farmaci, i vaccini e le cure mediche, che offrono speranza di salute, debbono venire sperimentati ed approvati prima di poter essere venduti ai malati.
Anche i mercati in cui si compra una speranza di guadagno, rischiando, sono regolamentati. Sono i mercati dei giochi d’azzardo, regolati in modo da non permettere al banco di vincere sempre, e i mercati finanziari, regolati per non permettere predomini informativi e rendite di posizione.
Se i mercati della speranza non sono regolati, o sono mal regolati, possono trasformarsi in mercati della paura.
È opinione condivisa che le situazioni di rischio e incertezza, in particolare quelle suscettibili di creare situazioni di panico diffuso e, quindi, disagi sociali, debbano essere regolate e regolamentate dalle autorità riconosciute, in genere autorità statali o altri enti cui lo stato abbia demandato tali compiti.
Queste regolamentazioni non vengono sempre esercitate con coerenza e fermezza. Ad esempio, dopo l’incisiva regolamentazione seguita alla Grande Depressione del 1929, i mercati finanziari e del credito sono stati progressivamente interessati da quella che è stata chiamata deregulation, per essere poi, dopo la Grande Recessione del 2007/2008, tornare ad essere assoggettati ad un lento processo di reinserimento di regole in grado prevenire panico ed insolvenze.
Il Covid-19 ha riportato all’attualità molte riflessioni sul lassaiz faire nei diversi mercati, sia di produzione che di sbocco, e sul ruolo delle autorità nel governo delle dinamiche mercatistiche.
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